sabato 17 ottobre 2026

Il mio secondo libro

Il mio secondo libro: La scelta dei poveri. Vita di Eugenio de Mazenod, in collaborazione con G. Lubich e G. Casoli, Città Nuova, Roma 1975, 220 p. (traduzione polacca)

In occasione della beatificazione di Eugenio de Mazenod (1975) fu chiesto a Igino Giordani di scrivere una sua biografia. Vista la sua rinuncia fu affidato a me il compito di curare una biografia popolare. Ero completamente inesperto e mi fu consigliato di coinvolgere due scrittori, Gino Lubich e Giovanni Casoli. Fornetti loro la documentazione e cercai di seguire il loro scritto. Io mi riservai l’ultima parte del libro, lo sviluppo missionario della Congregazione. Ne venne fuori un’opera un po’ ibrida che ebbe comunque un certo successo e fu tradotta anche in polacco.

Ne scrissi anche la prefazione, nella quale tra l’altro si legge:

Il presente volume, che ha quasi il sapore dell’autobiografia, vuole riproporre la figura di quest’uomo che appare d’una consonanza straordinaria con i tempi e le esigenze dell’uomo d’oggi. Gli autori hanno preferito che fosse lui a parlare, a comunicarci le sue scelte: la scelta di Dio e dei poveri; a farci gustare il dialogo con i suoi figli. Solo accostandolo direttamente, infatti, se ne può cogliere l’esperienza singolare in tutta la sua genuinità. (…)

Gli innumerevoli aspetti anticipatori della vita di Eugenio de Mazenod ne fanno un uomo di una attualità sorprendente. (...)

L'opera di Eugenio nasce da una profonda vita interiore — aspetto che gli autori hanno volutamente sottolineato a preferenza di altri — e dalla comunione con la Chiesa. L'«incontro» con Gesù Crocifisso in un Venerdì Santo lo fa, per usare termini paolini, «uomo nuovo». A quella scuola apprende che è la carità il «perno su cui ruota tutta la vita», l'amore scambievole cioè che, divenendo fondamento di ogni «comunità vivente», testimonia l'amore di Cristo Salvatore e conduce ad un amore senza limiti per i più abbandonati. I fatti sono là a testimoniarlo: la sua vita e quella dei suoi figli che non hanno esitato a varcare la «barriera del freddo» — il circolo polare — pur di annunciare ovunque la Parola di Dio, sorretti da Maria Immacolata loro Madre.

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