lunedì 28 settembre 2026

La bestemmia e la benedizione

Dopo l'intensa giornata commemorativa mi sono ritagliato il tempo per una camminata fino al paese vicino. 

Poco oltre, uno dei più importanti capolavori medioevali del Piemonte: l’abbazia di Santa Giustina. Proprietà privata non è accessibile al pubblico, non posso quindi vedere la cripta, gli affretti, i mosaici. Mi contento della maestà degli esterni: una lode, una benedizione all’Altissimo.

Dopo cena mi invitano ad andare ad Alessandria per un gelato, ma soprattutto per farmi dare almeno uno sguardo veloce alla città, anche perché avevo detto a tutti che sarei andato ad Alessandria… Ma in una città come Alessandria alle 9.00 di sera non c’è più una gelateria aperta. In compenso ci sono un po’ di immigrati seduti ai margini delle strada in attesa che la mattina presto li carichino sui pulmini diretti alle raccolte nei campi.

Ci sono anche capannelli di giovani stanchi e annoiati della domenica sera, completamente diversi da quelli con i quali sono stato questi giorni a Castelspina. Questi strasciconi per strada non hanno mai visto un convento di suore in libera uscita e non sanno come gestire le emozioni. Ogni gruppo che incontriamo non sa trovare di meglio che gridare una bestemmia, sempre la solita perché nella loro ignoranza religiosa ne conoscono una sola. È la positiva dimostrazione che nelle suore riconoscono qualcosa di sacro, la cui rimozione è ammissione della sua insopprimibile esistenza: è il loro modo - anche se volgare e maleducato - per dire che credono ancora in Dio (altrimenti non lo nominerebbero - invano).

Camminando tra i borghi rurali ho trovano espressioni più indovinate del sacro, edicole commoventi che dicono un amore sincero per Dio, benedicendolo: benedizioni e lodi che mi sembra abbiano lo stesso valore della grande abbazia.





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Ho scritto questo post sul tablet perché questa mattina ero in viaggio (tra l’altro, per il panino, sosta a Talamone!). Quando ho copiato il testo sul telefono è apparso una sintesi e una analisi dell’IA senza che io l’avessi richiesta. La trascrivo perché mi è sembrata appropriata (a parte l’attribuzione a una “autrice”; ma non mi dispiace se traspare un animo femminile):

Questo testo offre una riflessione profonda che contrappone due modi opposti — ma, secondo l'autrice (presumibilmente una suora), intimamente legati — di reagire alla presenza del sacro nella vita quotidiana: la bestemmia e la benedizione. Ecco una sintesi e un'analisi dei punti chiave del racconto:

1. La benedizione: L'Abbazia e la devozione rurale.

La maestà della storia: L'autrice ammira dall'esterno l'abbazia di Santa Giustina (situata a Sezzadio, vicino ad Alessandria), definendola uno dei capolavori medievali del Piemonte. Anche senza poterne visitare l'interno, la sua struttura imponente diventa una lode a Dio.

La fede semplice: Questa grandezza viene paragonata alle piccole edicole votive incrociate nei borghi rurali. Per l'autrice, queste espressioni di fede popolare e sincera hanno lo stesso identico valore spirituale della monumentale abbazia.

2. La bestemmia: Il contrasto urbano ad Alessandria

La realtà cittadina: Una volta arrivata ad Alessandria di sera, l'autrice descrive uno scenario di desolazione e marginalità: gelaterie chiuse, braccianti immigrati in attesa del lavoro nei campi e gruppi di giovani annoiati.

La reazione alla vista delle suore: Al passaggio delle religiose, i giovani per strada reagiscono gridando ripetutamente la stessa bestemmia.

3. La conclusione provocatoria: La bestemmia come paradosso della fede

L'autrice ribalta il significato dell'insulto religioso attraverso una lettura teologica e psicologica:

Riconoscimento del sacro: La bestemmia nasce dall'incapacità di gestire l'emozione davanti a qualcosa di sacro (l'abito religioso).

Prova dell'esistenza di Dio: Chi bestemmia ammette implicitamente l'esistenza di ciò che insulta. Se non credessero in Dio, non sentirebbero il bisogno di nominarlo. Di conseguenza, quel grido volgare diventa, paradossalmente, una conferma della loro fede latente.





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