sabato 12 settembre 2026

Arcivescovo a Rabat, in Marocco

La Santa Sede continua a nominare Vescovi oblati. In questo momento sono ormai una cinquantina. L’ultimo, così pensavamo, pochi giorni fa, Ken Thorson. Invece ecco oggi un’altra nomina: Mario León Dorado, Arcivescovo coadiutore di Rabat, in Marocco. Dopo oltre vent’anni trascorsi nel Nord Africa, tra ascolto, dialogo e testimonianza del Vangelo, la sua vocazione missionaria si apre oggi a un nuovo servizio alla Chiesa.

Due anni fa sono stato da lui, nel Sahara Occidentale, per guidare il ritiro annuale a tutta la comunità, distinta in due località distanti 538 km l’una dall’altra.

Gli ho chiesto della presenza degli Oblati nel Sahara: «La presenza degli Oblati nel Sahara? Preferisco parlare di testimonianza. "La testimonianza degli Oblati nel Sahara" mi suona meglio. Gli Oblati di Maria Immacolata sono in questa missione dal 1954. Nella Chiesa si parla sempre di più di dialogo interreligioso. Dialogo della vita, della vita quotidiana. Col tempo abbiamo tessuto una rete di relazioni e amicizie. Amicizie cristiane e musulmane: amicizie umane.

Vivo a Laayoune, la "capitale" della regione. È la città più grande con 250.000, 400.000 abitanti. Una oscillazione molto grande, ma chi può essere sicuro qui della popolazione reale? Non io. A Laayoune abbiamo parrocchiani fedeli e costanti. La comunità ecclesiale è nutrita principalmente da persone della "Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale". A volte, in una domenica normale, siamo 12 persone, a volte 42. Questo dice perfettamente la nostra realtà: provvisoria, mutevole, povera e semplice. Siamo pochi e molto diversi: dai cinque continenti, da chiese diverse; oltre ai cattolici, arrivano evangelici, luterani, copti, armeni, battisti, ortodossi... Siamo pochi, quindi ci sentiamo fratelli, bisognosi l'uno dell'altro.

Anche se per me è difficile, impariamo i nomi e i paesi dei nostri fratelli cristiani. Ma in fondo non è difficile: siamo pochi. La maggior parte di nostri amici sono tra i musulmani: marocchini e saharawiti. Amicizie profonde e sincere. Persone che ci amano e che noi amiamo. Potremmo dire, praticamente, che siamo una famiglia...».

Ora inizia un’altra avventura… Auguri, Mario! Ci rivedremo a Rabat…

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