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Il primo pensiero quando sali in treno?
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Sarà quello giusto?
Sfoglio distratto “La freccia”, il
mensile aziendale delle Ferrovie dello Stato e lo sguardo mi cade su quella
domanda indirizzata ad una giovane donna del mondo dello spettacolo. La
risposta mi ha fatto sobbalzare. Quante volte anch’io, salendo sul treno o
sull’aereo, mi sono domandato: Sarà quello giusto? Non mi sarei mai immaginato
che anche altri si pongono la stessa domanda. Una piccola forma di nevrosi o
d’insicurezza?
Quante volte pensiamo d’essere soli
ad affrontare paure nascoste o ansie inconfessate? Invece siamo tutti essere
umani, che provano medesimi sentimenti di gioia, di paura, di soddisfazione…
Ho letto un articolo, da qualche
parte, su i gruppi di giovani che si lasciano andare ad atti vandalici o
peggio. Presi uno per uno, nessuno di loro vorrebbe fare quello che fanno
insieme, ma ognuno pensa che gli altri siano diverso e che provino gusto nel
compiere quell’azione malvagia. Allora ognuno vuole essere come si immagina che
gli altri siano, anzi vuol mostrarsi davanti a loro ancor più accanito, in una
escalation perversa.
Non immaginiamo mai che gli altri
possano provare i nostri stessi sentimenti, altrimenti sarebbe così naturale
fare all’altro ciò vorremmo fosse fatto e
noi, non fare all’altro ciò che on vorremmo fosse fatto a noi.
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