Quant’anni ha Lucia? Non si contano più. “Eppure, anche se
bisnonna, continuo a fare la catechista e i bambini sono lì tutti incantati…”.
Non è bisnonna, Lucia, perché da giovane si è consacrata al Signore, ma per i
bambini è proprio come una bisnonna… “Ho sbagliato mestiere, avrei dovuto fare la
catechista”. “Ma che mestiere hai fatto?”, le domando. “Sono stata la prima
donna a lavorare in un Dicastero del Vaticano…”. E mi racconta della grande
novità di una donna in Vaticano. “Ma gli anni più belli li ho vissuto in
Calabria…”.
Ogni volta che sono stato a trovare Lucia, nella casa di famiglia
a Trento, mi ha sempre parlato di suo fratello, il beato Mario Borzaga. Oggi
però, per la prima volta, mi ha parlato di sé, a lungo. Dobbiamo scrivere la
sua biografia, è troppo bella!
Dovremmo partire dai genitori, dall’ambiente della città di Trento in quella metà del Novecento, dalle lettere che il fratello le scriveva, raccolte per fortuna in un bel libro. Poi seguirla a Parigi e a Lione, sconcertata, lei che veniva dalla cristianissima Trento, dalle periferie di città ormai completamente scristianizzate. Poi in Sicilia, e finalmente a Bucchi. Bucchi? Sì un paesetto in provincia di Crotone, in Calabria. “Sarei voluta rimane lì tutta la vita”. Tre ragazze ventenni. Il vescovo, preoccupato, che mandava spesso i carabinieri a controllare che tutto andasse bene. “Eppure tutti ci rispettavano: la signorina Lucia… si sono sposate con Gesù…”. Tanti non avevano mai visto un prete. E lei faceva il catechismo ai bambini, aveva avviato una scuola materna, presto era diventata l’anima del paese. Povere in canna, vivevano di quanto davano loro le donne del paese.
Vennero i suoi genitori a trovarla. Il papà si trovò subito bene con gli uomini del posto: parlano della prima guerra mondiale alla quale tutti avevano preso parte, gustavano i vini locali… Ma mamma non riuscì a legare con le donne dalle quale la divideva tra l'altro una lingua del tutto incomprensibile. In compenso si mise a cucire e rammendare…
“Non sarei mai venuta via, il periodo
più bello della mia vita…”. Invece la chiamano in Vaticano, anche grazie alla
conoscenza delle lingue. E qui comincia un’altra storia, quella di una presenza
femminile che sa smussare gli angoli, essere accoglienza, gentile… Alla prossima
puntata.
E padre Mario? Questa volta non è stato lui il protagonista
della mia visita alla sua casa in via Gorizia a Trento, e sarà stato contento anche
lui di ascoltare la sorella, anche perché tutte queste cose non le ha mai sapute: è
morto prima...
Nell’ultima lettera che le scrisse prima di essere ucciso le
diceva:
«Sono contento di
constatare il tuo buon spirito e il tuo accanimento nella vita spirituale.
Certo sei un pochino complicata, ma è normale che sia così, quando si comincia
la vita spirituale, se non si è complicati si ha l’impressione di non combinare
nulla». Quindi continuava – quasi una profezia –: «Vedrai come procedendo nella
vita spirituale, quando soprattutto sarai incaricata di qualche cosa e avrai
delle preoccupazioni e ci sarà molto lavoro da fare, sarà necessario unificare
tutto sotto una sola idea… Continua pure, cara Lucia, a progredire nella via
della santità e a migliorarti per migliorare gli altri. Fai sempre con gioia
tutta la volontà di Dio… Che il Signore e la Vergine Santa ti amino e ti
proteggano sempre. Tuo Mario».


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