giovedì 23 luglio 2026

Lucia di Trento... anzi di Crotone!

Quant’anni ha Lucia? Non si contano più. “Eppure, anche se bisnonna, continuo a fare la catechista e i bambini sono lì tutti incantati…”. Non è bisnonna, Lucia, perché da giovane si è consacrata al Signore, ma per i bambini è proprio come una bisnonna… “Ho sbagliato mestiere, avrei dovuto fare la catechista”. “Ma che mestiere hai fatto?”, le domando. “Sono stata la prima donna a lavorare in un Dicastero del Vaticano…”. E mi racconta della grande novità di una donna in Vaticano. “Ma gli anni più belli li ho vissuto in Calabria…”.

Ogni volta che sono stato a trovare Lucia, nella casa di famiglia a Trento, mi ha sempre parlato di suo fratello, il beato Mario Borzaga. Oggi però, per la prima volta, mi ha parlato di sé, a lungo. Dobbiamo scrivere la sua biografia, è troppo bella!

Dovremmo partire dai genitori, dall’ambiente della città di Trento in quella metà del Novecento, dalle lettere che il fratello le scriveva, raccolte per fortuna in un bel libro. Poi seguirla a Parigi e a Lione, sconcertata, lei che veniva dalla cristianissima Trento, dalle periferie di città ormai completamente scristianizzate. Poi in Sicilia, e finalmente a Bucchi. Bucchi? Sì un paesetto in provincia di Crotone, in Calabria. “Sarei voluta rimane lì tutta la vita”. Tre ragazze ventenni. Il vescovo, preoccupato, che mandava spesso i carabinieri a controllare che tutto andasse bene. “Eppure tutti ci rispettavano: la signorina Lucia… si sono sposate con Gesù…”. Tanti non avevano mai visto un prete. E lei faceva il catechismo ai bambini, aveva avviato una scuola materna, presto era diventata l’anima del paese. Povere in canna, vivevano di quanto davano loro le donne del paese. 

Vennero i suoi genitori a trovarla. Il papà si trovò subito bene con gli uomini del posto: parlano della prima guerra mondiale alla quale tutti avevano preso parte, gustavano i vini locali… Ma mamma non riuscì a legare con le donne dalle quale la divideva tra l'altro una lingua del tutto incomprensibile. In compenso si mise a cucire e rammendare… 

“Non sarei mai venuta via, il periodo più bello della mia vita…”. Invece la chiamano in Vaticano, anche grazie alla conoscenza delle lingue. E qui comincia un’altra storia, quella di una presenza femminile che sa smussare gli angoli, essere accoglienza, gentile… Alla prossima puntata.

E padre Mario? Questa volta non è stato lui il protagonista della mia visita alla sua casa in via Gorizia a Trento, e sarà stato contento anche lui di ascoltare la sorella, anche perché tutte queste cose non le ha mai sapute: è morto prima...

Nell’ultima lettera che le scrisse prima di essere ucciso le diceva:

«Sono contento di constatare il tuo buon spi­rito e il tuo accanimento nella vita spirituale. Certo sei un pochino complicata, ma è normale che sia così, quando si comin­cia la vita spirituale, se non si è complicati si ha l’impressione di non combinare nulla». Quindi continuava – quasi una profezia –: «Vedrai come procedendo nella vita spirituale, quando soprattutto sarai incaricata di qual­che cosa e avrai delle preoccupazioni e ci sarà molto lavoro da fare, sarà necessario unificare tutto sotto una sola idea… Continua pure, cara Lucia, a progredire nella via della santità e a migliorarti per migliorare gli altri. Fai sempre con gioia tutta la volontà di Dio… Che il Signore e la Vergine Santa ti amino e ti proteggano sempre. Tuo Mario».

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