Il giorno in cui nacque Gesù la Sibilla Tiburtina e Augusto
imperatore lo videro, così almeno raccontano i Mirabilia Urbis e
la Leggenda aurea di Jacopo da Verazze. Sopra il Campidoglio
apparve una grandiosa visione: nel cielo un sole d’oro dentro il quale stava
seduta una donna con un bambino in grembo. La Sibilla, rivolta all’imperatore,
esclamò: “Questo bambino è più grande di te, perciò adoralo”, e si udì una voce
che diceva: “Hoc est ara coeli”, questo è l’altare del cielo. L’origine del
nome di quella che oggi si chiama l’Aracoeli è alquanto più complessa, resta il
fatto che in quel punto del Campidoglio sarebbe sorta la chiesa della Madonna
dell’Aracoeli.
La storia del Gesù Bambino dell’Ara coeli l’ho raccontata
più volte:
https://fabiociardi.blogspot.com/2013/12/il-gesu-bambino-di-roma.html
Ieri sono tornato all’Ara Coeli. Come altri monumenti di
Roma è uno scrigno d’arte, di tradizioni, di devozione… Questa volta è stato
più bello perché ho guardato tutto con gli occhi dei bambini che ho portato con
me. È proprio un altro sguardo, più semplice, più incantato, più bello.


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