sabato 11 luglio 2026

Quella brezza leggera

Mi aspettava nel suo ufficio ma ero stato male informato e sono andato nella sua casa a Marino. Ho atteso a lungo nel salotto, fin quando è arrivata. Dopo un attimo di sorpresa nel vedermi lì, mi ha subito raccontato le ultime novità, come era solita fare: stava per nascere l’università e forse sarei potuto essere uno dei professori. Ma il motivo dell’incontro era un altro e ne abbiamo parlato con calma.

Quando il colloquio è terminato non avevano più niente da dirci. Siamo comunque rimasti seduti sulla poltrona, uno davanti all’altra, in silenzio, senza alcun disagio.

Dalla finestra aperta del balcone entrava la brezza leggera settembrina gonfiando le tende, nel volger della sera. E noi lì in silenzio. Una grande pace.

Sono tornato questa mattina. Le imposte sono chiuse. Lei non c’è più. Quell’atmosfera di cielo… c’è ancora.

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