venerdì 17 luglio 2026

L'agape di Luce Ardente

Questi giorni sono ospite alla Claritas di Loppiano. Nella sala degli incontri guardo i ricordi che Luce Ardente ha voluto lasciare per continuare ad essere presente qui nella Cittadella. Un grande poster racconta la sua storia:

«Luce Ardente (Phra Mahathongrattana Thavorn) nasce il 17 gennaio 1944 a Paa' Phai, Lee, provincia di Lamphun nel nord della Thailandia (anno 2487 dell'era buddhista). Diventa novizio a 13 anni, dopo la morte del padre, e viene ordinato monaco buddhista nel 1964 al tempio di Wat Muangton. Consegue una laurea in filosofia, una laurea magistrale in religioni comparate e due dottorati sullo studio delle religioni.

Nel 1994 viene in contatto con il Movimento dei Focolari, invitato alla Giornata Mondiale della Gioventù di Manila, dove incontra Giovanni Paolo II. Soggiorna alla cittadella "Mariapoli Pace" di Tagaytay: li resta colpito dalla semplicità e dall'accoglienza dei focolarini e chiede di conoscere Chiara Lubich. L'incontro avviene nel 1995 in occasione del Genfest di Roma: Phra Mahathongrattana resta toccato dal profondo ascolto di Chiara e dal suo sincero interesse per il buddhismo. Più tardi egli ricorderà: "Questo è l'amore. Sono monaco da tanti anni, ma mai ho conosciuto questo tipo di amore. Chiara era una persona speciale, altrimenti non avrebbe avuto così tanti discepoli in tutto il mondo. Non portava le persone dietro a sé, ma dietro il suo grande Ideale dell'unità".

Chiara lo chiamerà "Luce Ardente": nome che rispecchia la spiritualità buddhista, che parla molto di luce, quella stessa luce che lui dirà vedere nel volto di Chiara. Luce ardente la chiamava davanti a tutti e con riconoscenza: "Mamma Chiara". Nel 1996, alla Claritas di Loppiano vive due mesi di fraternità che lo segnano profondamente. Da allora si dedica al dialogo interreligioso: accompagna monaci nei focolari, diffonde tra i cristiani la meditazione Vipassana e, dopo una forte esperienza nella chiesa di Nemi, parla di Gesù crocifisso come simbolo d'amore. Costruisce ovunque rapporti di rispetto e amicizia tra fedi diverse, viaggiando dal Messico agli Stati Uniti e all'Australia, passando sempre dai focolari, sentiti come la sua famiglia. Anche di fronte a incomprensioni per la sua apertura, risponde con pazienza e senza mai giudicare.

Apostolo appassionato della fraternità universale, fedele alla tradizione buddhista, muore il 10 novembre 2025. Le sue ultime parole, ripetute ai focolarini sono: "Uniti sempre". Chiede che le sue ceneri siano divise tra Thailandia e Loppiano, vicino a "Mamma Chiara"».

Ricordo la prima volta che ci incontrammo in Tailandia, nel 2001. Mi ricordò le parole che aveva sentito cantare in Italia: «Guarda alla croce e vedrai solo il dolore, ma lì troverai l’amore, Dio che muore per tutti noi».

Era l’esperienza vissuta nella chiesa di Nemi, dove aveva poi passato lunghi momenti in contemplazione dell’antico crocifisso a grandezze naturali ritratto in maniera molto realista. Quella scultura in legno di olivo, immagine della più alta sofferenza, è quanto di più lontano può esserci dall’universo buddista. Eppure proprio davanti a quella immagine Luce Ardente aveva scoperto che Dio è Amore. Davanti a quel crocifisso aveva portato anche il suo maestro Ajahn Thong Sirimangalo che, al suo ritorno in Thailandia, in un libro pubblicato nel 1996 con la riproduzione di due belle foto del crocifisso di Nemi, scrisse: «Ad un amore così grande di Gesù che ha voluto dare la sua vita per tutti noi non si può rispondere che con l’amore!».

Ci siamo incontrati altre involte sia qui in Italia che in Tailandia. Ma quella prima volta fu speciale. Prima di lasciarci mi abbracciò strettamente e mi ripetette la parola cristiana che andava va spiegando a tutti i suoi discepoli buddhisti: agape.

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