domenica 5 luglio 2026

Discesa dal Tabor

 

Termina così questa settimana di immersione nel carisma, che ha dato luce anche all’oggi.

Come conclusione, forse un po’ prosaica confrontata con la sublimità di quanto abbiamo meditato, è stata semplicissima: davanti a ogni negativo, a ogni persona problematica, ad ogni situazione ecclesiale o sociale critica, il primo atteggiamento non è quello della condanna, ma della misericordia. Sono chiamato a riconoscere quel negativo, senza mascherarlo; ad assumerlo come mio, perché l’altro è mio; a entrare io nella “Verità”, sanando in me quella frattura, santificando me per l’altro, come Gesù: “Pro eis sanctifico me ipsum”.

Scendiamo a valle… come nell’esperienza del Tabor. “È bello per noi stare qui”, dicevano i tre discepoli. Per noi, ma per gli altri? Gesù li invitava a discendere e ad affrontare la passione: la trasfigurazione è anche per gli altri..., “Amore discendente”.

Anche noi andremo per il mondo carcandolo in tutte le persone che incontreremo…



Nessun commento:

Posta un commento