La visita, brevissima, a L’Aquila, mi ha portato in due chiese icone della città: Collemaggio e san Bernardino.
Collemaggio: romanica,
essenziale, di una bellezza che ti prende. È un incanto. Costruita da Pietro da
Morrone è anche il luogo della sua sepoltura: Celestino V, il papa del “gran
rifiuto”, non per viltà ma per responsabilità, come quello di Benedetto XVI.
Lì, sul suo mausoleo, come non
ricordare L’avventura di un povero cristiano” di Ignazio Silone? L’ho pregato
perché mi dia un cuore puro come il suo.
San Barnardino, al cuore della
città, è tutto un altro mondo. Facciata rinascimentale con un interno barocco: un
capolavoro! Le scritte attorno alla cupola, che domandano di essere lette con
salma, anzi pregate, riportano frasi del santo sul Nome di Gesù, di cui è stato
il più grande cantore. Comunque… l’icona con il nume di Gesù che il santo ha
lasciato nella chiesa di san Francesco a Prato è molto molto più bella di
quella esposta all’Aquila.
Ma… sorpresa! Nella mia ignoranza non sapevo che Bernardino da Siena è sepolto proprio qui, nella chiesa a lui dedicata. L’ho pregato perché mi dai un amore al nome di Gesù come il suo.





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