Addirittura 40
pagine di commento alle caratteristiche della carità che Paolo enumera in 1 Corinti
13. Non sono 40 pagine di uno studio qualsiasi, ma della Regola scritta da
Madre Maria Oliva Bonaldo per le Figlio della Chiesa. Una donna che poteva affermare:
“Io non ho che amore”.
Invitava anche Igino
Giordani a essere solo amore. Dopo aver letto i primi capitoli del libro che egli
stava scrivendo – Christus Patiens, sulle persecuzioni cristiane – gli confida
di essere rimasta un po’ perplessa della sua durezza: “Spero che negli ultimi
capitoli il suo libro dipinga i persecutori come le creature più malate e
infelici dell’umanità… Se noi non li condanniamo, forse Gesù non li condannerà…
Io ti sento mia voce solo quando parli dell’Amore”.
Quindici giorni fa
siamo stati sulla sua tomba, nella stanza dove ha vissuto ed è morta, nella
casa di fronte ai Musei Vaticani.
Ci ha portato lì il
consueto incontro tra gli amici che lavorano sui fondatori, i carismi,
accomunati dalla passione per lo studio delle fonti… Questa volta siamo stati
accolti proprio dalle Figlie della Chiesa, alla scoperta di nuove espressioni
dello Spirito sempre nuovo, sempre creativo.


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