Mi è giunta la domanda: «Dopo aver veduto e ascoltato due volte la sua presentazione del testo Paradiso ’49 mi sorge una domanda. Lei dice “per leggere questo testo occorre avere Dio dentro”. Ma allora se lo legge un ateo un non credente cosa succede?».
Perché un ateo, un non credente non ha Dio dentro? Anche se
non lo sa ha Dio dentro! Sa comunque che dentro di sé c'è una ricerca sincera
della verità, della giustizia, l’anelito al bello. Questo gliel’ha messo dentro
Dio, anche se egli non ne è consapevole.
Il testo del Paradiso domanda dunque di essere letto con
questo desiderio sincero di verità, con l’anelito al bello… Allora lo scritto
del Paradiso parla…

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