lunedì 29 giugno 2026

E tu, chi dici che io sia?

 

Nella badia di Fiera di Primiero ho celebrato la festa dei santi Pietro e Paolo, ricordando quanto diversi fossero e come fossero uniti nell’amore Gesù. Anche se ognuno, coerente con la propria personalità, lo ha amato a modo suo.

Hanno risposto all’interrogativo: “E tu, chi dici che io sia?”. Non si può rispondere con imparaticci. La risposta è sempre personale, e se sincera unica, irrepetibile. Soprattutto è una risposta che lentamente si dà con la vita, più che con le labbra.

Perché non narriamo ancora una volta la nostra storia degli inizi, da quando l’abbiamo riconosciuto e abbiamo risposto alla sua chiamata? Quanti anni sono passati da quegli inizi? Quella luce brilla ancora nei nostri cuori? Sono giunte certamente tante prove, di tutti i tipi. A volte ci è sembrato che tutto fosse un’illusione, fino a farci pensare che ci eravamo ingannati. L’amore di Dio sembra contraddetto da tanti eventi in noi e attorno a noi. Incidono i nostri peccati, le debolezze, gli sbagli, i fallimenti. Abbiamo dato e sembra non esserci alcun ritorno.

Sarebbe bello dedicare tempo alla lettura della propria vita e vedere tutto, slanci e depressioni, successi e fallimenti, gioie e dolori, come componenti di un unico percorso. Forse non abbiano più l’entusiasmo degli inizi. Potrebbe essere un bene, potrebbe voler dire che l’amore è maturato, si è approfondito, ha conquistato in concretezza… Sarebbe bello conoscere le tappe del nostro santo viaggio…

Mi sembra bello l’ammonimento della Lettera agli Ebrei quando l’autore si rende conto che nella comunità comincia a venire meno lo slancio degli inizi e ci sono le prime defezioni. Il primo consiglio è quello di prendersi cura gli uni degli altri, condividendo anche le prove: «Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone. Non disertiamo le nostre riunioni, come alcuni hanno l’abitudine di fare, ma esortiamoci a vicenda, tanto più che vedete avvicinarsi il giorno del Signore» (10, 24-25).

L’invito è poi a tornare agli inizi: «Richiamate alla memoria quei primi giorni», quando avete ricevuto «la luce di Cristo» (10, 32).

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