mercoledì 3 giugno 2026

Regalo di Eugenio alla sorella

 

Nella grande lotta contro la distruzione dei libri, ho salvato un’opera del gesuita spagnuolo Alfonso Rodriguez, vissuto tra il 1500 e il 1600. La prima pubblicazione è del 1609, in tre volumi, col titolo Ejercicio de perfección y virtudes cristianas. È un trattato di spiritualità – tradotto in molte lingue – che ha avuto una grande diffusione e influenza sulla formazione religiosa dei gesuiti ma anche degli Oblati, come di molti altri religiosi.

L’opera che ho salvato dal macero è un “Abregé”, una sintesi in due volumi, in francese, stampata nel 1744. Si tratta, come leggiamo nel frontespizio, “un’opera utile non soltanto a quanti hanno abbracciato la vita religiosa, ma anche a tutti i fedeli”.

Sorpresa! Eugenio de Mazenod pensò che fosse utile anche a sua sorella Carlotta Eugenia Antonietta Emilia Cesaria de Mazenod (è una sola persona). Le raccomandava spesso di coltivare la cultura umanistica con libri di letteratura e di storia: «ci vorrebbe un'ora ogni giorno per la letteratura e un'ora per la storia, e ogni giorno, ogni giorno». Ma, come le scriveva il 12 luglio 1809 in una lunghissima lettera, «dobbiamo dare senza esitazione la preferenza ai libri che accendono il cuore d'amore per Dio, che ci ispirano il desiderio e ci suggeriscono i mezzi per praticare le virtù più adatte al nostro stato, ecc., rispetto ad altri che soddisfano una mente ben formata in verità, ma che nella loro composizione secca e scientifica non sono mai riusciti a toccare il cuore di nessuno». Le raccomanda prima di tutto ogni giorno un capitolo del Nuovo Testamento, un capitolo dell'Imitazione di Gesù Cristo, in particolare del quarto libro, e poi San Francesco di Sales. Tra gli altri libri le suggerisce la lettura di Rodriguez! Ce la farai a leggere tanto? le domanda. E la invita a «rinunciare alla passione per il lavoro a maglia, rinunciarvi assolutamente», per dare tempo alla lettura.

Di Rodriguez gliene aveva parlato anche il 4 dicembre 1808, appena dopo che si era sposata.

La copia che ho salvato dalla distruzione vandalica è proprio quella che Eugenio aveva regalato a sua sorella, come è scritto della dedica all’inizio di ambedue i volumi. Gliel’aveva regalata prima che si sposasse, la dedica è infatti alla signorina de Mazenod.

Successivamente i due volumi sono passati nelle mani di un certo Roussillon, presbitero… che non saprei identificare.

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