domenica 31 ottobre 2021

Tutti i santi Tutta santa

 


Anche oggi la meditazione sulla festa di Tutti i Santi è “turbata” dall’immagine della Madonna, Ieri era l’Annunziata di Firenze, oggi l’Immacolata di Villa La Stella a via Barbacane. Il grande quadro che la raffigura è qui ormai da quasi ottant’anni.

Nel 1300 la torre al centro dell’attuale casa degli Oblati si chiamava Villa La Stella, accanto alla Camerata degli Alighieri, la casa di Dante distrutta dai bombardamenti dell’ultima guerra. I Gesuiti, quando nel 1600 divenne casa di vacanze dei loro novizi, sembra l’avessero ribattezzata Villa San Luigi, visto che Luigi Gonzaga era stato appena canonizzato. Poi divenne villa De Laugier dal proprietario del 1800, per poi tornare a chiamarsi Villa San Luigi e ora di nuovo Villa La Stella.

Ma torniamo alla nostra Immacolata. Quando del 1946 la casa fu ingrandita e fu costruita la nuova cappella, il superiore pensò bene di comprare un quadro dell’Immacolata. Il superiore era p. Gaetano Drago, uomo di grande gusto, cultore d’arte, egli stesso pittore. Non dovette andare molto lontano: nella chiesa del Sacro Cuore, in fondo alla discesa verso Firenze, costruita a metà dell’Ottocento da san Ludovico da Casoria. La chiesa custodiva sei quadri di Antonio Ciseri, tutti della stessa grandezza e con la stessa cornice. A metà del secolo scorso fu completamente ristrutturata. (Fra l’altro durante i miei anni di liceo andavo nella parrocchia per insegnare il catechismo!). È rimasto un quadro soltanto del Ciseri, quello del Sacro Cuore. Quello della Madonna di Lourdes l’ho visto questa estate nel seminario maggiore di Firenze. L’Immacolata, dipinta tra il 1877 e il 1879, è salita a via Barbacane.



L’ho contemplata ogni giorno durante i tre anni di liceo che ho trascorso in questa casa, ma oggi mi pare più bella che mai. Tra l’altro, fotografandola, ho visto che sul tordo del vestito attorno al collo c’è scritto “sine labe originali”, senza macchia originale: l’Immacolata!

Nella festa di Tutti i santi lei spicca come la Tutta santa.

Sant’Eugenio de Mazenod ha nutrito un desiderio sempre crescente di santità. L’ha desiderata per sé e per tutti coloro ai quali era rivolto il suo ministero: voleva condurre le persone ad essere prima ragionevoli, poi cristiane e infine aiutarle a diventare sante (cf. Prefazione). L’ha desiderata per gli Oblati, che supplicava: «In nome di Dio, siamo santi» (18 febbraio 1826). Ha creato la comunità oblata come un luogo di santificazione, ha abbracciato la vita religiosa come mezzo efficace di santificazione, ha scelto la missione come ministero nel quale santificarsi e santificare. Ha compreso e costantemente sottolineato l’intrinseco legame tra santità e missione. Ha vissuto in modo da raggiungere la santità. Il 1° novembre 1818, i Missionari di Provenza, al termine del ritiro di sette giorni, emisero i voti per la prima volta: l’oblazione era una via concreta per raggiungere la santità.


Come giungere alla santità se non con Maria? Le nostre Regole ci ricordano che “Nella Vergine, attenta ad accogliere Cristo per donarlo al mondo, di cui è la speranza, gli Oblati riconoscono
il modello della fede della Chiesa e della propria fede”, e che lei, “Maria Immacolata, con la sua risposta di fede e la disponibilità totale alla chiamata dello Spirito, è il modello e la custode della nostra vita consacrata”. Tutti santi con Maria la Tutta Santa. 

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