martedì 14 luglio 2026

La Parola di Dio è davvero esagerata

 

Lunedì prossimo dovrò parlare dell’inculturazione. Chissà cosa dirò… Intanto oggi Giobbe mi dice una cosa lapalissiana che, se fosse compresa e accolta, rivoluzionerebbe il mondo. Parlando dello schiavo afferma:

«Chi ha fatto me nel ventre materno,
non ha fatto anche lui?
Non fu lo stesso a formarci nel grembo?».

Chiaro che sì! Ma quando guardo gli altri, specialmente persone di altre culture, immigrati e clandestini, emarginati e delinquenti… mi ricordo che sono davvero persone che hanno come me una madre, formati come me da Dio… miei “fratelli” e “sorelle”?

La Parola di Dio è davvero esagerata…

lunedì 13 luglio 2026

La tomba di papa Francesco


Oggi, come altre volte, sono stato sulla tomba di Giovanni Paolo II… 

Su quella di Francesco sono stato invece una sola volta, a maggio, a più di un anno dalla sua morte: essenziale. Come non ha abitato nel palazzo apostolico, così non si è fatto seppellire in Vaticano.

Il suo stile: sincerità, sobrietà, sobrietà… Segno di contraddizione… un po’ come Gesù.

domenica 12 luglio 2026

Preghiera davanti al Crocifisso

Sembra che san Tommaso d’Aquino recitasse ogni giorno questa preghiera, austera e insieme appassionata, davanti al Crocifisso:

Che non desideri nulla al di fuori di te... Donami, o Signore, di portar spesso il mio cuore a te, e quando sbaglio, di considerare con dolore l'errore, col fermo proposito di correggermi. Donami un cuore vigile che nessun pensiero facile allontani da te, un cuore nobile che nessun attaccamento ambiguo degradi, un cuore retto che nessuna intenzione equivoca possa sviare, un cuore fermo che resista ad ogni avversità, un cuore libero che nessuna violenza possa soggiogare.

Concedimi, Signore mio Dio, un'intelligenza che ti conosca, una volontà che ti cerchi, una sapienza che ti trovi, una vita che ti piaccia, una perseveranza che ti attenda con fiducia, una fiducia che, alla fine, ti possegga. Concedimi con la penitenza di soffrire per ciò che hai patito, con la grazia di profittare dei tuoi benefici, di gioire della tua gioia nella patria per la gloria. Tu, Dio, che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen! 

sabato 11 luglio 2026

Quella brezza leggera

Mi aspettava nel suo ufficio ma ero stato male informato e sono andato nella sua casa a Marino. Ho atteso a lungo nel salotto, fin quando è arrivata. Dopo un attimo di sorpresa nel vedermi lì, mi ha subito raccontato le ultime novità, come era solita fare: stava per nascere l’università e forse sarei potuto essere uno dei professori. Ma il motivo dell’incontro era un altro e ne abbiamo parlato con calma.

Quando il colloquio è terminato non avevano più niente da dirci. Siamo comunque rimasti seduti sulla poltrona, uno davanti all’altra, in silenzio, senza alcun disagio.

Dalla finestra aperta del balcone entrava la brezza leggera settembrina gonfiando le tende, nel volger della sera. E noi lì in silenzio. Una grande pace.

Sono tornato questa mattina. Le imposte sono chiuse. Lei non c’è più. Quell’atmosfera di cielo… c’è ancora.

venerdì 10 luglio 2026

Una rosa

 

Forse per oggi basta una rosa. Anche se ho messo a fuoco il contorno e La Rosa è un po’ sfuocata. 

A volte nella vita è così, viene in rilievo il contorno e il centro è un po’ sfuocato. È la conversione di ogni giorno: rimettere a fuoco ciò che vale e che rimane.

giovedì 9 luglio 2026

Torniamo a essere umani…

L’Aquila. Vedo un “indigeno” sfaccendato. Gli chiedo dov’è la basilica di san Barnardino. Potrei chiederlo a Google Mapp, ma mi vuoi privare del piacere di scambiare due parole con un autoctono?

- San Bernardino? Il protettore dei polmoni. Non lo sa nessuno. Lo dica, lo ripeta: protettore dei…?

- Polmoni.

- Adesso lo sa anche lei.

Intanto il discorso si allarga e abbraccia tutta la città…

- Ci fa una foto?

Potrei fare un selfie, di quelli col faccione in primo piano di chi lo scatta e gli altri piccolini dietro. Ma perché un selfie se puoi chiedere la foto a un passante, tutto contento di esibire la sua arte fotografica? In questo caso ho già attaccato bottone con l’indigeno.

- La faccio con piacere, davanti alla fontana delle donne, simbolo dell’Aquila. Ma non qui. Bisogna andare più in là a sinistra dove è segnata la fermata dell’autobus, e vi dovete mettere sulla S di BUS, così oltre alla fontana si vede bene anche il Gran Sasso.

Torniamo a essere umani…

mercoledì 8 luglio 2026

L'albero di Giobbe

"È vero, per l'albero c'è speranza:
se viene tagliato, ancora si rinnova,
e i suoi germogli non cessano di crescere;
se sotto terra invecchia la sua radice
e al suolo muore il suo tronco,
al sentire l'acqua rifiorisce
e mette rami come giovane pianta"
.

Sto leggendo il libro di Giobbe, davvero un capolavoro della letteratura sapienziale. In questi giorni nei quali mi trovo a Marino, le parole di Giobbe sull’albero e la sua radice, mi hanno fatto pensare a Vermicino, a Marino… Lo scolasticato si è chiuso, come di fatto si è chiuso il noviziato; i giovani Oblati andranno a studiare in altri luoghi, a cominciare dallo scolasticato internazionale. Termina un’esperienza di 60 anni. Tutto era iniziato a Marino, con le fede di un rinnovamento come voleva il Concilio. Il rinnovamento c’è stato. Basta così? La parabola si è conclusa? Sempre proprio di sì. A differenza di Vermicino, la comunità di Marino non si chiude, ma viene completamente rinnovata. Il futuro? È nelle mani di Dio… quindi in buone mani!

Questo albero sarà come quello di Giobbe? «Se viene tagliato, ancora si rinnova, e i suoi germogli non cessano di crescere».

«Per l'albero c'è speranza», Parola di Dio…