Le celebrazioni dei 200 anni continuano. Questa mattina
messa sulla tomba di san Pietro per rinnovare la nostra fedeltà alla Chiesa. A
seguito, in basilica, abbiamo reso omaggio a Papa Leone XII che ci ha approvati,
pregando sulla sua tomba.
Papa Leone, in segno di umiltà, ha voluto farse seppellire in terra, ai piedi di Leone Magno, con accanto l’altare della Madonna dedicato ai papi Leone II, III e IV. Sulla lapide della tomba leggiamo: «A Leone Magno, celeste Patrono, raccomandandomi umilmente, ho scelto questo luogo per la mia sepoltura, accanto alle sue sacre ceneri. Leone XII, umile successore degli eredi di un nome così grande, il minimo».
Ci siamo disposti a cerchio attorno alla sua tomba per ringraziarlo di avere approvato, 200 anni fa, le Costituzioni e Regole che hanno dato vita alla nostra Congregazione; per ravvivare la sua memoria; per deporre nuovamente, ai suoi piedi, la Famiglia oblata, con quell’atteggiamento filiale di fiducia e d’amore che sant’Eugenio mostrò fin da suoi primo incontro con lui, il 20 dicembre 1825.
«O Leone XII! - scrisse al termine della prima udienza avuta
con il Papa - (…) sarete considerato sempre da noi un benefattore e il padre
della nostra Società». Egli lo chiamava: «protettore immortale» (30 luglio
1847); «il grande Papa Leone XII» (28 novembre 1854); «Il Nostro Santo Padre
Papa Leone XII, nostro insigne benefattore» (15 agosto 1859). Fino a dire che
la Congregazione «è stata fondata da Papa Leone XII» (14 settembre 1833).
Ed ecco la preghiera che abbiamo formulato:
Signore Gesù, tu hai ispirato sant’Eugenio de Mazenod di
fondare una comunità di missionari per continuare l’annuncio della buona
novella ai poveri.
Erano 22 i primi missionari quando egli venne qui a Roma
perché la Chiesa ne riconosce la vocazione. Adesso siamo oltre 3.300 e con noi
ci sono membri di tanti istituti e tanti laici che si ispirano al medesimo
carisma.
Tu sei il nostro vero Fondatore e gli apostoli i nostri
primi padri. Ma per chiamarci alla tua sequela e a condividere la tua missione
ti sei servito di sant’Eugenio. Poi ti sei servito di Papa Leone XII per
innestarci sull’albero della Chiesa e anche lui sant’Eugenio considerava nostro
Fondatore.
Siamo qui per ringraziarti della nostra chiamata e
ringraziare Papa Leone XII che ci accolse nella tua Chiesa in nome tuo.
«O Leone XII! (…) sarete considerato sempre da noi un
benefattore e il padre della nostra Società».
Accogli la nostra gratitudine per la tua visione profetica
sulla nostra Congregazione, la nostra riconoscenza per quanto hai fatto per la
sua pronta approvazione.
Continua, insieme a sant’Eugenio, a intercedere per noi
presso il Padre, per la nostra fedeltà, per la nostra pronta corrispondenza ai
bisogni della Chiesa e dell’intera umanità di oggi.
Vogliamo da qui riprendere il nostro cammino, in comunione
con il tuo successore, Leone XIV e con tutta la Chiesa, «splendida eredità del
Salvatore», che continua a chiamarci «a gran voce».
Maria Immacolata, il cui nome portiamo con gioia anche
grazie al tuo intervento, e che tu xi hai invitato a contemplare come “Madre di
Misericordia”, ci protegga sempre e ci accompagni nella nostra missione.





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