«O Leone XII! (…) sarete considerato sempre da noi un
benefattore e il padre della nostra Società». Così scriveva sant’Eugenio de
Mazenod il 22 dicembre 1825, al termine della prima udienza avuta con il Papa.
Fra pochi giorni cominceremo le celebrazione dei 200 anni da
quanto Papa Leone XII approvò la Congregazione e le Regole degli Oblati. Bello
che dopo 200 anni abbiamo un altro Papa Leone!
Agli Oblati questo nome, “Leone”, è particolarmente caro
proprio perché approvato la nostra Famiglia religiosa: «il padre di famiglia ha
voluto spalancare [agli Oblati] le porte della S. Chiesa» (25 marzo 1826).
Fino alla fine della vita sant’Eugenio mostrerà gratitudine
e affetto per questo Papa: «protettore immortale, benefattore e padre» (30
luglio 1847); «il grande Papa Leone XII» (28 novembre 1854); «Il Nostro Santo
Padre Papa Leone XII, nostro insigne benefattore» (15 agosto 1859). Fino a dire
che la Congregazione «è stata fondata da Papa Leone XII» (14 settembre 1833).
Anche il Papa, da parte sua lo apprezzava molto. Avrebbe
voluto tenerlo a Roma per condurlo fino al cardinalato. Il Papa stava infatti
pensando di convocare un concilio romano e, data la mancanza di teologi
qualificati nel Sacro Collegio e nell'organico episcopale degli Stati
Pontifici, si sarebbero dovuti aggiungere teologi tedeschi, francesi e
spagnoli, poi creati cardinali. Sarebbero stati scelti, come scrive il cardinal
Pacca, tra quelli «che, durante le disastrose rivoluzioni avvenute, si sono più distinti per la costanza, la
dottrina, il sincero attaccamento alla Cattedra di Pietro». Eugenio era tra
questi! Ma aveva ben altri progetto: «Mi sono forse lasciato sedurre da questa
prospettiva che avrebbe potuto abbagliare qualcun altro? No, grazie a Dio».
Così se ne tornò in Francia e riprendere in mano la missione della sua piccola
famiglia.

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