venerdì 20 febbraio 2026

Come Maria a Cana

Parlare a 2.000 donne, volontarie; 500 in presenza, le altre in collegamento da altre sale in varie parti d'Italia: una belle responsabilità. Per questo ho cercato di parlare in maniera semplice, il modo più efficace per comunicare.

Ho parlato, tra l’altro, di Maria a Cana, dove mostra la sua vicinanza alla gente, la partecipazione attiva agli eventi. Si accorge che manca il vino perché è attenta. Non soltanto se ne accorge, ma si preoccupa, perché si immedesima nell’angoscia degli sposi che vedono andare in fumo la festa. Non soltanto è attenta e si accorge, ma prende anche l’iniziativa per risolvere l’inconveniente. Non si arrende neppure davanti al quello che sembra un rifiuto da parte di Gesù e va avanti imperterrita e si dà da fare, dà ordini come una autentica “madre di casa”. La sua contemplazione non si perde tra le nuvole, si fa solidarietà, vicinanza, intraprendenza…

Come lei: accanto a tutti, entrare nel mondo dell’altro, cogliere le esigenze, mettersi a servizio di tutti, essendo l’amore, con Gesù dentro. Immersi nella società, conoscere le situazioni, i bisogni della gente, dentro fino al collo. La donna che sa i problemi dei figli, del mariti, dei genitori, dei suoceri, dei vicini di casa… Il lavoro, i bambini a scuola, poi in piscina, a danza, affidarli ai nonni, stirare, programmare le vacanze, una pizza con le amiche…

“Donna di casa” come Maria, e come lei “Sede della Sapienza”, capace di cogliere “i disegni di Dio sull’umanità” e offrire il proprio contributo per orientare la famiglia, la società, il mondo della scuola, del lavoro, infondere in tutti e ovunque pace, sicurezza…

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