La sera che sono tornato dalla
Cina, ho trovato la sala da pranzo imbandita e pienissima. Non occorreva, ho
detto… Naturalmente non era in mio onore, ma per la conclusione dell’incontro
con i vescovi oblati, venuti da tutto il mondo alla casa generalizia per
celebrare insieme i 200 anni dall’approvazione della Regola. Sono potuti venire
il 20, con il cardinale di Cotabato, in rappresentanza degli attuali 48 vescovi
oblati.
Lungo la storia sono stati circa
160, di cui 6 cardinali. Due di loro è stati assassinati, versando il loro sangue
in martirio.
Per quattro giorni i vescovi hanno
riflettuto su diversi aspetti del loro ministero e sul modo in cui la loro identità
di Missionari Oblati continua a plasmare il loro servizio alla Chiesa. Continuano
a ispirarsi a Sant’Eugenio de Mazenod, anche lui divenuto vescovo. L'incontro ha
così offerto l'opportunità di riflettere sulla rilevanza del carisma oblato e sul
modo in cui oggi sostiene il ministero episcopale. Il superiore generale ha
sottolineato l’importanza di comprendere più a fondo l'identità del "vescovo
religioso" e il rapporto tra i vescovi e il carisma oblato, così come la collaborazione
reciproca tra tutti i membri della famiglia oblata.
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