Isaline mi ha invitato alla preghiera nel tempio protestante della città. Un tempo era la sinagoga. Adesso, rinnovato, l’edificio è arioso, pieno di luce, essenziale, aiuta alla preghiera. Un’ora di pace, con i canti di Taizé.
Dal tempio protestante alla cappella delle Piccole sorelle di Gesù. Una volta la grande casa – già degli Oblati – era il loro noviziato, adesso vi sono le suore anziani, che tornano “a casa” dalle più diverse parti del mondo dove hanno testimoniato il vangelo in semplicità. Alla comunione le guardo una per una... che volti belli, puri, profondi!Così terminano i miei giorni a Aix, la più bella città di
Francia. Una città elegante, giovane: tanti studenti e tanti bambini.
Lascio che i miei Oblati continuino la loro Esperienza de Mazenod. Qualcuno forse lo rivedrò, ma gli altri? Siamo tanti… Farò come faceva sant’Eugenio, che dava appuntamento a tutti la sera, durante la preghiera silenziosa davanti a Gesù Eucaristia. “Ogni giorno – così scriveva ai suoi missionari alla fine della vita – vi passo in rassegna dinanzi al Signore”. Allora non c’erano né zoom né WhatsApp; era l’Eucaristia il “centro comune dove ci si può ritrovare giornalmente”.
“Confesso – scrive ancora ai missionari lontani – che talvolta mi capita, trovandomi alla presenza di Gesù Cristo, di provare una specie d’illusione: mi pare che anche voi l’adorate e lo pregate contemporaneamente a me e che per mezzo suo, presente a voi come a me, ci capiamo come se fossimo vicinissimi l’uno all’altro quantunque impossibilitati a vederci”.





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