Sto preparando il ritiro mensile per la comunità oblata di Marino. Questa volta sarà sulla Costituzione 4: la croce oblata. Così mi è tornata tra le mani la lettera che p. Giovanni Santolini scrisse il 7 agosto 1978, ben tre anni prima dell’oblazione perpetua, per chiedere se poteva avere la croce oblata di p. Roger Buliard, l’autore di un fortunato libro, Inuk, sulla storia delle missioni degli Oblati nelle terre artiche. Era il libro che aveva aiutato Giovanni nel discernimento per la vita missionaria. La lettera era indirizzata a p. Michel Dupuich su suggerimento di p. Italo Miceli che lo conosceva: era stato economo generale e il quel momento si trovava in Francia dove p. Buliard era appena morto, il 4 giugno 1978.
Il superiore generale accordò che gli fosse consegnata quella
croce e in un nota bene, in fondo alla lettera di Giovanni, scrisse: «Ho
consegnato a G. Santolini la croce di p. Buliard, 17 novembre 1981». È bello
rileggere quella lettera:
Marino 7/8/78
Reverendo Padre Michel.
Sono un Novizio della provincia italiana e con l’aiuto del
Signore farò i primi voti alla fine di settembre prossimo.
Ultimamente, mentre dopo pranzo si parlava un poco, io
espressi un mio desiderio, e P. Italo Miceli, che sta in comunità con noi, mi ha
consigliato di rivolgermi a Lei; e ora le spiego.
Mi trovo ad aver scelto la nostra famiglia religiosa per un
caso particolare. Ero in Seminario a Genova e dovevo essere ordinato Diacono,
quando decisi di farmi Missionario. Ma quale istituto scegliere? La scelta non
era facile, anche perché constatavo che ormai ogni nazione è paese di missione,
e tanto valeva restare ad evangelizzare la mia città. Però sentivo forte la
chiamata per i poveri; ma chi erano?
Nel bel mezzo di questo travaglio venni a conoscere le “Missioni del Nord” anche grazie al libro di P. Roger Buliard: “Inuk”. Ecco che il Signore mi suggeriva una strada per concretizzare il desiderio che mi aveva messo in cuore. Gli Esquimesi erano veramente “i più poveri”. Quindi io dovevo scegliere quella famiglia che aveva pensato a loro.
Scrissi subito al P. Generale e conobbi gli Oblati
personalmente. Mi piacque molto lo spirito del Beato Eugenio e sentii che era
anche il mio. Fu così che decisi di entrare.
Quest’estate con rammarico e dolore appresi la notizia
della morte del P. Buliard con il quale mi sentivo particolarmente legato per
motivi di stima e di affetto.
Penso che sarebbe bello continuare con lui questo rapporto
così intimo che mi ha generato alla nostra famiglia, e per questo mi era sorto il
desiderio di avere la sua croce di Oblato.
Penso che Lei stando lì in Francia avrà la possibilità di
sapere se essa è già stata destinata per qualche museo o è già stata affidata a
qualcuno. Nel caso non ci fosse nessun impegno per la sua destinazione gradirei
portarla io.
So che Lei per i suoi impegni ha molti contatti con
monasteri di vita contemplativa. Voglia affidare a quelle anime la nostra prima
oblazione che faremo il prossimo 29 settembre.
La ringrazio per tutto quello che può fare per me e le assicuro
un ricordo nella mia preghiera.
Sempre uniti nel carisma del nostro fondatore porgo i miei
più sentiti ossequi.
devotissimo Giovanni Santolini
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