giovedì 16 luglio 2026

La più bella foto di Chiara

Sull’Avvenire una pagina intera è dedicata al 16 luglio 1949, che oggi si celebra a Fiera di Primiero con il conferimento, da parte del Comune, del premio internazionale “Tonadico città del Patto”. In tutto il mondo oggi si celebra questa festa di famiglia e ci si racconta, ancora una volta, di quel saldo indistruttibile legame con il quale Gesù Eucaristia unì per sempre Chiara e Foco, e subito dopo le prime focolarine e poi altri e altri ancora, a cascata, dilatando quel patto sul mondo intero.

La pagina dell’Avvenire, scritta da Carla Cotignoli, riporta al centro la più bella foto di Chiara, la stessa che ho scelto per la copertina del libro “Lacrime e stelle”. La ritrae radiosa, a Baita Segantini, con alle spalle le Pale di San Martino. È una foto luminosa, del 1951, che esprime la luce di quelle estati di Paradiso che si protrasse da luglio 1949 a ottobre 1951. Ed è una foto “corale”, con Chiara circondata dai primi compagni e compagne, quasi a confermare che quell’esperienza non era di una mistica isolata, ma di tutto un gruppo del quale anche noi, se vogliamo, possiamo fare parte.

Ho celebrato l’anniversario a Loppiano, dove sono stato invitato a parlare. Bello ricordare la prima Mariapoli nella prima “Mariapoli permanente”, che mantiene viva l’eredità degli inizi.

Davanti a me un pubblico vario, dai testimoni degli inizi a giovani che nulla sapevano del 1949, a famiglie provenienti dai quattro angoli del mondo che hanno richiesto sei traduzioni simultanee.

Perché raccontarsi storie di famiglia? Perché è il modo più bello per rinsaldare l’unità della famiglia. Come quando la mia mamma ci raccontava di quando il mio babbo andò dal suo babbo per chiederle la mano. “Non possiamo darle la dote”, disse il nonno, la cui famiglia era molto modesta. “Ma io non voglio una dote, io voglio la Rosanna”, gli rispose il mio babbo. E la mamma ci confidava la gioia silenziosa nel sentire quelle parole!

Perché iniziare proprio con una storia familiare? Per ricordare il valore dei racconti familiare, ma soprattutto per introdurre il discorso sulla “dote”, una parola e un tema sconosciuto ai più giovani. Ho infatti raccontato la storia di un matrimonio, delle “nozze mistiche” con le quali il Verbo sposò l’Anima (con la maiuscola! perché non era una singola “anima”, ma un “drappello” di anime!). Non fu il 16 luglio, ma il giorno seguente… Sì, quel giorno, 17 luglio 1949, Il Verbo sposò l’Anima in mistiche nozze, proprio come è avvenuto tante volte lungo la storia della Chiesa; solo che questa volta la sposa è Chiesa, unità di tante anime.

Ed è allora che, come si usava una volta, inizia il viaggio di nozze. Conosciamo l’espressione “viaggiare il Paradiso” – in proposito ho scritto un libro! Non si viaggia “nel” Paradiso, ma si viaggia “il” Paradiso, ossia si penetra e si vive ogni realtà in esso presente, così da esserne trasformati. Ebbene questo viaggio è un “viaggio di nozze”. Chiara ha l’impressione di essere condotta nelle realtà del Cielo dallo Sposo, che le mostra, come a sposa, ciò che ormai le appartiene, facendole vedere il Paradiso attraverso i suoi stessi occhi. «Sposo mio dolcissimo – la sentiamo esclamare –, troppo bello è il Cielo e Tu come un divino Amante, dopo le Mistiche Nozze..., mi mostri i tuoi possessi che sono miei». Per mesi lo Sposo mostrò alla sposa ciò che ormai le apparteneva, le fece vedere il Paradiso attraverso i suoi stessi occhi. La sposa, così ella scrive, «ama, vede, desidera ciò che ama, vede, desidera lo sposo».

Ma c’è, appunto, anche la famosa dote! Cosa porta in dote lo Sposo alla sposa? Nientemeno che “tutto il Paradiso”. Glielo mostra e glielo dona.

Ma anche la sposa deve portare al suo Sposo una dote. Ed egli ha le sue pretese! Esige come dote nientemeno che l’intera creazione. È l’invito a entrare nel mondo del lavoro, della politica, della vita sociale e familiare per assumerli pienamente nella propria realtà quotidiana.

Una mistica non aleatoria, evanescente, tutto cielo… Una mistica che entra nelle realtà della terra e le fa assume e le trasforma…

Guardo ancora quella foto radiosa del 1951 e mi sembra di vedere il cielo trasferito sulla terra.



2 commenti:

  1. Bellissimo ho potuto guardare questa messa del 16 luglio a Loppiano
    Ho capito meglio via la “dote” il perché di tutto quanto facciamo, lavoro, preghiera, cucina, amare tutto per ri cambiare l’amore di Gesu mio sposo ! Wow !!! Grazie grazie !!!!

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  2. Ieri ho avuto una vera illuminazione grazie alle tue parole, p. Fabio... Sono stata una gen e ho da sempre sentito Chiara come madre, ma non sapevo che questa è una esperienza "... di tutto un gruppo del quale, se vogliamo, possiamo fare parte". Non ci sono parole per dirti la mia sorpresa e la mia gioia.
    Ora sì, posso anche iniziare a leggere il testo!

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