Tutto è iniziato dall’incontro personale con Cristo. Da lì dobbiamo sempre ripartire. «Sì, bisogna ripartire da Cristo, perché da Lui sono partiti i primi discepoli in Galilea; da Lui, lungo la storia della Chiesa, sono partiti uomini e donne di ogni condizione e cultura che, consacrati dallo Spirito in forza della chiamata, per Lui hanno lasciato famiglia e patria e Lo hanno seguito incondizionatamente, rendendosi disponibili per l’annuncio del Regno e per fare del bene a tutti (cfr. At 10, 38)» Così l’Istruzione Ripartire da Cristo.
Siamo qui a San Fidenzio, appena sopra Verona, per
ripartire. Siamo una quarantina, con un’età media molto elevata, segno che la
nostra Galilea è lontana: siamo stati chiamati tanti anni fa. Ci ritroviamo,
amici di vecchia data, fedeli nel cammino dietro a Gesù.
Gli inizi sono stati luminosi, generosi, radicali. Ci siamo
incontrati agli inizi degli anni Settanta nel Trentino a Susà di Pergine, a
Enego, poi in Svizzera a St-Maurice… Quanti momenti di gioia da allora, in
intimità con Gesù, di unità tra di noi, di donazione generosa, di edificazione
della Chiesa in Italia, in Germania, in Angola, in Camerun, in Paraguay… C’è
stata forse tanta ingenuità all’inizio, ma anche tanta sincerità… Lungo il
cammino forse sono subentrati i distinguo, gli adattamenti, i compromessi,
assieme alle delusioni. Non saranno mancate le difficoltà, le prove, la presa
di coscienza della propria debolezza e fragilità, i fallimenti… e siamo ancora
insieme!
«Tornare in Galilea – spiega papa Francesco nell’omelia
della Veglia pasquale del 2014 – significa custodire nel cuore la memoria viva
di questa chiamata, quando Gesù è passato sulla mia strada, mi ha guardato con
misericordia, mi ha chiesto di seguirlo; tornare in Galilea significa
recuperare la memoria di quel momento in cui i suoi occhi si sono incrociati
con i miei, il momento in cui mi ha fatto sentire che mi amava. (…) Si tratta
di fare memoria, andare indietro col ricordo. Dov’è la mia Galilea? La
ricordo? L’ho dimenticata? Cercala e la troverai! Lì ti aspetta il Signore.
Sono andato per strade e sentieri che me l’hanno fatta dimenticare. Signore,
aiutami: dimmi qual è la mia Galilea; sai, io voglio ritornare là per
incontrarti e lasciarmi abbracciare dalla tua misericordia. Non abbiate paura,
non temete, tornate in Galilea! (…). Non è un ritorno indietro, non è una
nostalgia. È ritornare al primo amore, per ricevere il fuoco che Gesù ha
acceso nel mondo, e portarlo a tutti, sino ai confini della terra. Tornare in
Galilea senza paura».


Nessun commento:
Posta un commento