Era la mattina del
24 agosto 1542 quando, dopo la comunione, Caterina de Ricci se ne stava in
preghiera nella sua stanza, davanti al crocifisso che aveva portato in convento
da casa e che teneva appeso alla parete, sopra l’inginocchiatoio. Ad un tratto
il crocifisso si staccò dalla croce. Gesù, animandosi, stacca le mani dai
chiodi allunga le braccia e si protende verso di lei. Ella subito gli si fa
incontro e lo sostiene con le sue mani, in un abbraccio reciproco. La scena è
veduta da alcune suore, in particolare dalla sottopriora, Maria Maddalena
Strozzi, che riferirà tutto minutamente nella sua “Cronaca”. La santa aveva
allora 20 anni. Il Crocifisso è oggi custodito in una cappella al piano
superiore del monastero accanto alla cella in cui mori la santa il 2 febbraio
1590.
In quella circostanza
Caterina ricevette anche una richiesta: che le suore ricordassero
quell’abbraccio portando il Crocifisso in processione per tre volte lungo il
monastero, pregando per la conversione dei peccatori.
Anche oggi, a 484 anni da quell’evento, partendo dal coro delle monache, il
vescovo con tutti noi, ha portato il Crocifisso del miracolo in processione e
in preghiera lungo i corridoi dell’antico monastero. Una tradizione che si
rinnova di anno in anno e ci fa desiderare l’abbraccio di Gesù: «La sua
sinistra è sotto il mio capo e la sua destra mi abbraccia» (Cantico 2, 6).




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