“Un uomo aveva due figli…” Basta questo inizio per portarci subito dentro la parabola del figlio perduto e del Padre misericordioso (è il Vangelo che abbiamo ascoltato oggi nella liturgia). Ce n’è un’altra altrettanto famosa, quella della pecora smarrita. Tutte e due ci parlano dell’amore del Padre del cielo.
Ma sono due storie molto diverse.
La prima. Quando la pecora si smarrisce, il
pastore parte subito alla sua ricerca e non si dà pace finché non la trova.
Quindi se la carica sulle spalle e la riporta a casa.
La seconda. Quando il figlio minore si
smarrisce, il padre non si muove, lascia che egli vada per la sua strada e faccia le
sue esperienze: vada come vada…
Mi sembra un po’ contraddittorio
questo agire di Dio. O forse sono due volti di Dio. Il volto materno, che si
preoccupa per chi si smarrisce, muove il primo passo, ama per primo, e fa di
tutto per riportarlo sulla strada giusta. Il volto paterno, che dà corda,
lascia libero il figlio di fare le sue scelte, in attesa che metta giudizio,
che faccia il primo passo, che sia lui ad amare…
Una mano materna e una mano paterna,
quelle di Dio, che ama fino a dare la vita e che vuole essere riamato nella
libertà, perché altrimenti non sarebbe amore, ma costrizione.

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