Sono all’Assemblea generale dell’Opera di Maria. E non sono
il solo religioso. Ci sono anche sacerdoti, religiose, vescovi, un cardinale. Ci
sono anche membri di sette diverse Chiese e di altre religioni. Ritrovo con
gioia il giovane buddista che al Genfest rese omaggio a Giovanni Paolo II
inginocchiandosi davanti a lui. Ci siamo poi incontrati in Thailandia… ed oggi
eccolo qui! Ma c’è anche la professoressa indù incontrata più volte in India… e chi rappresenta i musulmani...
Sono all’Assemblea generale dell’Opera di Maria. Addirittura
ho diritto di voto. Contribuirò dunque all’elezione della presidente, del
copresidente, dei membri del consiglio… Tutto il mondo è rappresentato. Mancano
solo quanti dovrebbero provenire dal Medio Oriente dove la guerra ha bloccato i
voli aerei. Ma come è possibile una rappresentanza così eterogenea e io che ho
diritto di voto?
È davvero un segno dell’ecclesialità e della grande apertura
del Movimento, che si presenta come un popolo dalle molte vocazioni,
poliedrico, ricco di tante espressioni. Specchio e profezia di Chiesa. Tanta
diversità e tanta unità.
La sfida è rimanere a quell’altezza anche quando i temi
saranno caldi e le opinioni diverse, le procedure pesanti… Ce la faremo? È
un’assemblea vera, con persone vere. Ognuno si mette in gioco, con sincerità. È
un rischio. Ce la faremo.

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