martedì 12 settembre 2017

Le Parole di Vita di Chiara Lubich


Il volume Parole di Vita inaugura la collana “Opere di Chiara” edita dal Centro Chiara Lubich in collaborazione con la Casa Editrice Città Nuova. L’iniziativa si propone di presentare in maniera sistematica il patrimonio di riferimento del pensiero di Chiara Lubich, attingendo sia a quanto già edito sia a quanto ancora ampiamente inedito. Gli scritti sono organizzati in blocchi omogenei: 1. La persona, 2. La via spirituale, 3. L’opera. Parole di Vita è il quinto volume della collana, nella seconda sezione, “La vita spirituale”. È stato scelto di iniziare la pubblicazione delle Opera con questo titolo perché le “Parole di Vita” costituiscono gli scritti più noti e più diffusi di Chiara Lubich.

All’edizione, da me curata, ho premesso una introduzione che narra l’origine e lo sviluppo di questo singolare “genere letterario”. La scelta di prendere in rilievo, con scadenza regolare, una frase della Scrittura, di commentarla e di proporla a un pubblico sempre più vasto per essere vissuta, costituisce un’autentica creazione di Chiara. Apparsa su foglietti modesti e scritta con un linguaggio alla portata di tutti, immediato, incisivo, diretto, la Parola di Vita potrebbe dare l’impressione di essere tra le Opere minori di Chiara. La semplicità dei suoi commenti non deve tuttavia trarre in inganno. Vi si è dedicata per quasi 60 anni, convinta che fosse lo strumento adatto per accostare il maggior numero possibile di persone alla Parola di Dio. La sua iniziativa ha offerto un notevole contributo alla riscoperta della Sacra Scrittura nel mondo cristiano del Novecento, trasmettendo soprattutto un “metodo” per viverla e condividerne i frutti.

Più che un commento al Vangelo, la Parola di Vita appare una sua lettura carismatica, frutto di un’intuizione, di uno sprazzo di luce, di un deciso impulso a metterlo in pratica, a viverlo. Essa non è ai margini della spiritualità dell’unità propria di Chiara Lubich, ma una sua espressione “popolare”.  

Specialmente nelle prime Parole di Vita, che guideranno la modalità di lettura e di scrittura delle successive, appare evidente come l’intero Vangelo si incentra nell’amore, nell’amore reciproco, così che ogni Parola di Vita porti a vivere l’amore, a generare la comunità cristiana, la presenza di Gesù in mezzo ad essa, allo scopo di giungere all’unità chiesta da Gesù al Padre, introducendo nella vita trinitaria. È una lettura della Parola di Dio fortemente carismatica, tutta nell’ottica dell’unità.



[1] C. Lubich, Parole di Vita, … ((completare))

lunedì 11 settembre 2017

Chi corregge i nostri sbagli?




Una maestra buona, quando corregge i compiti dei bambini, non mette un fregaccio sull’errore e tutto finisce lì. No, dopo aver cancellato l’errore, riscrive in maniera corretta…
Sta per uscire un libro che raccoglie tutte le Parole di Vita di Chiara Lubich.
Leggendone una di fine anni Quaranta, inizi anni Cinquanta, si vede che anche lei, quando era maestra delle elementari faceva così con i bambini…
e pensa che anche Maria sia una maestra brava e buona. Infatti nel suo commento leggo:

Ma io credo che la Vergine, se glielo domando, striscia una riga in rosso sopra tutte le mie azioni e rifà il compito che ho fatto per la Volontà di Dio, con la maestria di chi è onnipotente per grazia.
Non può una Mamma come è Lei, lasciare che un lavoro divino quale è quello di lavorare sulle anime, venga sciupato. Troppo bene ci vuole e troppo bene sa che, da figliole, noi con­fidiamo in Lei, affinché non ci faccia far brutta figura presso il Signore per il Quale noi lavoriamo.

Consolante sapere che Maria riscrive in maniera corretta quando abbiamo scritto sbagliato.


domenica 10 settembre 2017

Una Chiesa sempre più multicolore



Dopo un’estate che ci ha visti dispersi ai quattro venti, la comunità di Via Aurelia si ricompone. Anche quest’anno saremo una settantina, di tutte le parti del mondo. Di italiani siamo rimasti in tre.



Oggi otto scolastici hanno rinnovato i loro voti, due europei e gli altri dell’Africa e dell’Asia. Questo è il futuro della Congregazione, sempre più multicolore, specchio della Chiesa.



sabato 9 settembre 2017

La presenza di Gesù tra noi



«In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro»  (Mt 18, 15-20).

“Emmanuele”, Dio con noi: è il nome che viene dato a Gesù all’inizio del Vangelo.
“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”: è la promessa che egli ci lascia al termine del Vangelo.
“Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”: è la realtà profonda della Chiesa che egli ci sveli, proprio a metà Vangelo.
Cos’è la Chiesa? È Gesù, presente tra quanti sono uniti nel suo nome, ossia in lui stesso, nel suo amore, nella comune volontà di sposare la sua causa e di adempiere le esigenze che essa comporta.


È il nostro sogno, il sogno di tutte le generazioni cristiane: poter rivivere l’esperienza dei discepoli quando Gesù eri in mezzo a loro; poter stare con lui, ascoltare la sua parola, vivere della sua vita, seguirlo per le strade del mondo… È un’utopia? No, è realtà! Possiamo ancora averlo tra noi.
Crediamo nella sua presenza eucaristica, abbiamo imparato ad ascoltarlo nella proclamazione della parola di Dio, sappiamo riconoscerlo nei suoi ministri e nei fratelli, specialmente nei piccoli e nei poveri. Ma forse non crediamo abbastanza che egli è realmente presente in mezzo a noi come lo era tra i discepoli. Riserbiamo, giustamente, la parola “presenza reale” all’Eucaristia, eppure la sua presenza tra quanti sono uniti nel suo nome non è meno “reale”. Possiamo portarlo per strada, nei nostri ambienti di lavoro e di svago, renderlo presente nella società, nella politica, nell’economia. Basta che lì dove siamo viviamo il comandamento dell’amore reciproco.
Quando ogni nostro incontro è motivato dall’amore, allora egli è lì presente, luce, gioia, forza, e tutto intorno a noi inondi della sua presenza e crea una comunità viva e ardente. Egli vuole continuare a camminare per le nostre strade, tra la nostra gente. E noi vogliamo averlo ancora tra noi.
  

Emmanuele, Dio con voi.
Ti ascoltiamo quando ci parli nel Vangelo.
Ti troviamo nel fondo del cuore
quando ci raccogliamo in preghiera per parlare con te.
Ti adoriamo nel silenzio del tabernacolo.
Ti riconosciamo nel volto dei fratelli che incontriamo ogni giorno.
Aprici ora gli occhi perché sappiamo scoprirti in mezzo a noi
e sentire la tua presenza promessa a quanti sono radunati nel tuo nome.
Manda il tuo Spirito che diffonda nei cuori l’amore
e crea la tua comunità
che dilati lo spazio del tabernacolo
fino a invadere ogni luoghi della vita ordinaria
e renderlo tempio della tua presenza.
Fatti presente in mezzo a noi a illuminare le menti,
come quanto ti facesti presente in mezzo ai “due” in cammino verso Emmaus,
a spiegare il senso delle Scritture,
a farci ardere il cuore nella penetrazione amorosa del mistero,
a comunicarci la forza per intraprendere il cammino di santità.
Tu solo, il Santo in mezzo a noi, puoi essere la nostra santità.


venerdì 8 settembre 2017

Portare Gesù a scuola

Qui a Roma non si scherza, alcune scuole sono già attive.
In una seconda elementare i bambini sono contenti perché l’aula è tutta imbiancata, pulita, a posto…
“Maestra manca qualcosa…”.
“No, c’è tutto, la lavagna, l’orologio…”.
“Manca il Crocifisso”.
In effetti il chiodo è rimasto, ma la croce non è stata rimessa.
“Va bene, domani ve lo porto”.

Alla fine della mattinata una bambina lascia alla maestra un foglietto:

giovedì 7 settembre 2017

Compiamo 70 anni




8 settembre 1947.
Nasceva la mia famiglia.
Sono ormai passati 70 anni.
Un dono grande di Dio.

mercoledì 6 settembre 2017

Gratitudine immensa per il Figlio che si offre




Ricordando Einsiedeln

Nella basilica di Einsiedeln mi ha colpito l’affresco che sovrasta il presbiterio. Gesù è slanciato verso il Padre mentre con la mano indica l’umanità caduta nel peccato. Con generosità si offre per riparare il disastro operato da Adamo e Eva e perpetuato dall’umanità intera.

Il Padre accetta la proposta amorosa del Figlio: con una mano è infatti proteso verso di lui per accogliere il dono che Gesù fa di sé.
Con l’altra mano, tuttavia, il Padre mostra al Figlio la via della redenzione, ed indica gli strumenti della passione, la croce, la corona di spine, i chiodi, la lancia…, che sono sorretti dagli angeli.

Nel silenzio della basilica, sembra di sentire la voce del Figlio che dice: “Non hai voluto sé sacrifici né offerte. Mi hai dato invece un corpo, col quale posso prendere su di me peccati e sofferenze dell’umanità… Ecco, io vengo o Padre per fare la tua volontà...”.
Gratitudine immensa!