lunedì 18 giugno 2012
domenica 17 giugno 2012
C’è pane e pane.
Dunque occorre procurarsi il cibo e
nello stesso tempo accorgersi, con sorpresa che, quando ci sentiamo morire di
fame, Dio stesso ci darà il cibo. Proprio come nel vangelo di oggi: il
contadino deve seminare, ma poi non importa se veglia o dorme… il seme cresce
da sé.
La parola di vita di questo mese
contiene un altro insegnamento: parla di cibo che perisce e di cibo che rimane
sempre intatto. Sì, c’è il cibo che ha una scadenza precisa e cibo che non
scade mai. L’invito è a procurarsi non il cibo che perisce, ma quello che
rimane per la vita eterna.
Occorre saper leggere l’etichetta e scegliere
il cibo buono. Quante volte ci diamo da fare per cose che hanno una breve
scadenza, che passano presto. Sono così belle, all’apparenza, ma senza
sostanza.
Occorre la sapienza del cuore per puntare
su ciò che vale, su ciò che rimane per sempre…
C’è
pane e pane…sabato 16 giugno 2012
Dal Cuore di Gesù a quello di Maria
Ieri, festa del Sacro
Cuore, san Paolo nella sua lettera agli Efesini, si raccomandava “che il Cristo
abiti per mezzo della fede nei vostri cuori”.
Oggi, la festa del Cuore
Immacolato di Maria ci mostra come fare abitare Cristo nel nostro cuore: occorre
avere il cuore di Maria, l’unica capace di accoglierlo veramente.
Per questo, come ieri
sono stato alla basilica del Sacro Cuore a via Marsala, oggi sono stato a Santa
Maria Maggiore far affidarmi a lei… Mancano le chiese a Roma? Forse mancano i
cuori! Che non manchi il nostro…
venerdì 15 giugno 2012
Lui ci dà il pane!
Della Parola di vita di questo mese mi piace non soltanto il verbo iniziale: “Procuratevi”, ma anche la frase finale: “…che il Figlio dell’uomo vi darà…”.
Dobbiamo dunque procurarci il pane, col sudore della fronte, ma è altrettanto vero che alla fine il pane ce lo darà lui. Non ci ha insegnato a chiederlo come dono? “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”? Ci dice che i violenti si impadroniscono del Regno dei cieli, ma anche che per entrare nel Regno occorre essere come bambini. Non ci ha detto che se noi che siamo cattivi diamo il pane ai figli che ce lo chiedono, lui, a chi glielo chiede, darà lo Spirito Santo?
Ma come è sempre paradossale Gesù: prima ci impegna in prema persona, poi ci disimpegna…
È proprio quello che ho sperimentato ieri: avrei dovuto procurami una certa cosa, e mi costava… alla fine me l’ha dato lui, gratis.
Forse è tutta questione di cuore. Non è oggi la festa del Sacro Cuore? “Il mio divino Cuore è così appassionato d’amore per gli uomini, che non potendo più racchiudere in sé le fiamme della sua ardente carità, bisogna che le spanda”, disse a santa Margherita Maria Alacoque.
Sono stato a Termini, alla basilica del Sacro Cuore, la prima basilica a lui dedicata, costruita da don Bosco su richiesta di Leone XIII. Gli ho ricordato l’ultima frase della parola di vita…
giovedì 14 giugno 2012
Procuratevi il pane
Della Parola di vita di questo mese mi piace il verbo iniziale: “Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna…”
In greco il verbo ergazomai (Procuratevi) significa lavorare, commerciare, guadagnare con il commercio, guadagnare lavorando… Si tratta dunque di un’azione impegnativa: occorre darsi da fare, con fatica e con creatività. Non dice forse Dio all’inizio: “Con il sudore del tuo volto mangerai il pane”? Il pane occorre guadagnarselo, così come il Regno dei cieli: “Il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono” (Mt 11,12).
A proposito di sant’Antonio da Padova; in risposta al blog di ieri ricevo: “Sant'Antonio è uno dei miei santi preferiti, l'unico del quale porto l'immaginetta nel portafoglio, mi ricorda la data di nascita di mia figlia, mi aiuta ogni volta che la mia distrazione mi fa perdere le cose "ritrovandomele". Mi piace questo brano di sermone nel quale definisce beato e veramente degno di essere chiamato Giovanni (come mio figlio) colui sul quale scende la Parola”.
mercoledì 13 giugno 2012
Sant'Antonio che tira giù Gesù dal cielo
Mi sembra particolarmente bella questa statua in uno dei cortili del Santo a Padova.
E' un Sant'Antonio con Gesù Bambino un po' diverso dalla solita iconografia. Qui sembra proprio tiralo giù dal cielo non soltanto perché stia con lui, ma anche per farne dono a noi.
Così come sant’Antonio ci ha fatto dono della Parola di Dio.
“Dottore evangelico”, quando annunciava la Scrittura la donava con tanto ardore che
«la parola divina scendeva dal cielo simile a pioggia spirituale» (Rigaldina, 9, 47). Per lui era come
«uno specchio, nel cui splendore sta il volto della nostra origine: da dove
siamo nati, quali siamo nati, e a che scopo siamo nati» (Sermone della V domenica
dopo Pasqua, 7). Se la Parola di Gesù ha la forza e l’efficacia di un
fuoco, essa – sembra dirci il santo – è anche come l’acqua che disseta e feconda:
La parola del Signore scende
sull’uomo,
parola di vita e di pace,
parola di grazia e di verità.
O Parola che non sferza, ma che
inebria il cuore.
O Parola dolce, che conforta il
peccatore.
O Parola di lieta speranza!
O Parola, fresca acqua per
l’anima assetata,
gradito messaggero che porta
gradite notizie dalla patria lontana.
O quanto beato e veramente degno
di essere chiamato “Giovanni” (dono di Dio),
colui sul quale scende questa
Parola,
Ti scongiuro, Signore, scenda sul
tuo servo la tua Parola,
e “secondo la tua Parola egli
vada in pace” (Lc 2, 29).
“Lampada per i miei passi è la
tua Parola” (Sal 118, 105)
(Sermone della IV domenica di Avvento, 3).
martedì 12 giugno 2012
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