mercoledì 15 aprile 2026

Una foto (anzi due!), una storia

Conoscevo la foto che mi ritrae bambino a tavola accanto a mio padre. Da come eravamo vestiti doveva trattarsi di una circostanza particolare, ma quale? 

Ecco intanto apparire un’altra foto, che mai avevo visto prima. È la stessa, ma ripresa da dietro. Inquadra una tavolata di uomini. Indubbiamente una riunione di uomini dell’Azione Cattolica. Non era per me, infatti sono l’unico bambino, ma a mio padre piaceva portarmi con sé… e a me piaceva andare con lui. Riconosco ancora, dopo quasi 70 anni, alcuni di quei commensali!

Accanto a me una sedia vuota. Doveva starvi seduto la persona che nella foto appare appena sulla destra: inequivocabilmente la sagoma di padre Carlo Irbicella, il primo Oblato da poco arrivato a Prato, alloggiato nella casa di Nello, uno dei commensali che sta davanti a me, che poi sarà il padre del marito di una mia sorella! 

P. Carlo arrivò da solo. Credo che allora fa­cesse ancora parte della comunità di Firenze. In attesa di costruire la chiesa celebrava la messa in un garage. La presenza di questo missio­nario fece subito molta impressione, in una città piccola come Prato. Ancora oggi tanti ne conservano un bel ricordo. Il babbo qualche volta andava alle riunioni in questo garage e portava an­che me, così come mi portò a cena quella sera della foto. Ho un solo indelebile ricordo: alla riunione c’erano solo uo­mini e mi faceva impressione sia come stavano attenti alle parole del Padre, sia come erano generosi nel dare i soldi per la costruzione della nuova chiesa. Tutto questo bastava perché anche agli occhi miei, di bambino, quell’uomo fosse un grand’uomo!

 

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