Conoscevo la foto che mi ritrae bambino a tavola accanto a mio padre. Da come eravamo vestiti doveva trattarsi di una circostanza particolare, ma quale?
Ecco intanto apparire un’altra foto, che mai avevo visto prima. È la stessa, ma ripresa da dietro. Inquadra una tavolata di uomini. Indubbiamente una riunione di uomini dell’Azione Cattolica. Non era per me, infatti sono l’unico bambino, ma a mio padre piaceva portarmi con sé… e a me piaceva andare con lui. Riconosco ancora, dopo quasi 70 anni, alcuni di quei commensali!
Accanto a me una sedia vuota. Doveva starvi seduto la persona che nella foto appare appena sulla destra: inequivocabilmente la sagoma di padre Carlo Irbicella, il primo Oblato da poco arrivato a Prato, alloggiato nella casa di Nello, uno dei commensali che sta davanti a me, che poi sarà il padre del marito di una mia sorella!
P. Carlo arrivò da solo. Credo che allora facesse ancora parte della comunità di Firenze. In attesa di costruire la chiesa celebrava la messa in un garage. La presenza di questo missionario fece subito molta impressione, in una città piccola come Prato. Ancora oggi tanti ne conservano un bel ricordo. Il babbo qualche volta andava alle riunioni in questo garage e portava anche me, così come mi portò a cena quella sera della foto. Ho un solo indelebile ricordo: alla riunione c’erano solo uomini e mi faceva impressione sia come stavano attenti alle parole del Padre, sia come erano generosi nel dare i soldi per la costruzione della nuova chiesa. Tutto questo bastava perché anche agli occhi miei, di bambino, quell’uomo fosse un grand’uomo!



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