domenica 19 aprile 2026

I calabresi vogliono essere parlati

Prima di partire da Reggio Calabria l’ultima passeggiata a mare, a sud della città. Un murale lungo un chilometro racconta la storia della città. Tra l’altro c’è un riquadro con una frase di uno scrittore locale, Corrado Alvaro, che dice: “I calabresi vogliono essere parlati”. Allora  ne parla ancora un po’.

Da Reggio a Cosenza attraverso l’Aspromonte, con i boschi d’un verde fresco, primaverile, punteggiato da piccoli centri arroccati sulle montagne. Verrebbe voglia di inerpicarsi e perdersi tra quelle macchie misteriose…

Cosenza. Un’altra presentazione del libro. Questa volta nella sala degli stemmi, in palazzo vescovile. Un centinaio i presenti. L’arcivescovo resta tutto il tempo. Alla fine prende la parola… e per la prima volta confida d’essere stato un gen 3!

Due ore fuggono in un lampo e si resta a lungo, nella piazza antistante. Un buon gruppo rimane per una pizza, secondo un’antica tradizione. Anche qui si conferma che ci sono due ere: AC e DC, ossia, ante Covid e dopo Covid. Da dopo il Covid non ci si era più ritrovati per la pizza, così come non si è più fatta una Mariapoli… Ancora una volta la presentazione del libro è stata l'occasione per rimettere tutti in moto - anche per la preparazione - e far nascere nuovamente la voglia di incontrarsi, di persona!

Mentre autografo i libri ognuno ha una storia da raccontarmi, un’impressione da comunicarmi, un grazie, un affidamento… Mi è giunto anche un messaggio WhatsApp: «Ho iniziato a leggere il libro: una bomba! Sembra proprio il diario di Chiara, la sua vita nel quotidiano e, stupendamente, la sua anima, i suoi pensieri, le sue reazioni. Un dono immenso, inimmaginabile, prezioso, da tenere con sé, stretto. Una guida sicura per il nostro Santo Viaggio».



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