Gli Atti degli apostoli narrano che l’apostolo Paolo nel suo viaggio verso Roma sbarcò a Siracusa dove rimase tre giorni. Da lì passò a Reggio Calabria dove rimase un giorno e una notte soltanto prima di salpare per Pozzuoli. Ma bastarono un giorno e una notte per fondare la Chiesa e per la consacrare il vescovo santo Stefano di Nicea.
Secondo la tradizione l’approdo a Reggio avvenne sulla spiaggia antistante il Lungomare, all'altezza del "Cippo", nel giorno in cui vi si svolgeva la festa in onore di Diana Fascelide. San Paolo ottenne di parlare alla folla festante, lì radunata, fino a che fosse durata la fiamma di una lucerna posta su una colonna, ma, prodigio meraviglioso, consumatasi la fiamma, iniziò ad ardere la colonna di pietra, che con la sua luce consenti che la predicazione di Paolo si protraesse fino al mattino.
Questa mattina sono stato nella cattedrale dove si conserva un pezzo della colonna che andò in fiamme.
Sono stato anche sulla tomba del caro arcivescovo Sorrentino il cui nipote si è fatto Oblato e che abbiamo sempre chiamato arcinipote. Trovo vari ricordo del vescovo Sorrentino a cominciare da un grande quadro che lo ritrae assieme a Giovanni Paolo II che naturalmente è stato anche a Reggio e ben due volte.
Poi Reggio mi stende davanti il suo stupendo lungomare e mi apre le porte al grande museo delle antichità, mi mostra il suo castello…
Ma soprattutto mi consente di approfondire i rapporti con tanta della nostra bella gente: con alcuni ci conosciamo da vecchia data, altri ho la gioia di conoscerli per la prima volta. Naturalmente trovo anche qualche antico studente e qualche mio lettore. Il mondo è piccolo eppure sempre
Mi dicono dell’incontro di ieri: un’occasione per rinsaldare i rapporti tra tutti. Anche per incontrare persone che mai avevano sentito parlare di Chiara Lubich. Tutti sono rimasti fino alla fine, per due ore! Anche chi aveva annunciato che non si sarebbero potuto trattenere a lungo. Il Pastore valdese ha chiesto di approfondire la mistica di Chiara
Persone che non conoscevano Chiara Lubich. C’era anche tanta commozione…










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