lunedì 19 gennaio 2026

Maria Maddalena Frescobaldi Capponi: chi era costei?


Sono stato alla presentazione del libro su Maria Maddalena Frescobaldi Capponi che si è tenuta nella sede dell'editore, a Roma. Maria Maddalena Frescobaldi Capponi: chi era costei? Mai sentita nominare, vero?.

Adesso, grazie alla biografia scritta da Sr. Daniela Merlo - Maria Maddalena Frescobaldi Capponi. Alle origini delle Suore Passioniste di San Paolo della Croce (1771-1839). Presentazioni di Fabio Ciardi OMI e Massimo Borghesi, Marcianum Press, Roma 2026 -  si scopre una donna di una completezza straordinaria: una perfetta donna di casa, attiva, che sa muoversi con destrezza anche nelle situazioni più difficili e complesse, con uno spiccato senso dell’humor, di temperamento gioioso, attratta dal bello e dal vero... Ma anche una donna di profonda interiorità, che si lascia guidare dallo Spirito Santo, sa scoprire le piaghe della società del suo tempo e sa soccorrerle con generosità e creatività. Una donna a tutto tondo: sposa, madre, nonna, bisnonna… 

Il libro innanzitutto ci guida in un periodo storico e in un ambiente geografico di grande interesse, ricostruiti con accuratezza, mettendo a frutto una ricca bibliografia e fonti inedite, senza perdersi in erudizione pedante. La Firenze e la Toscana dei Lorena rivivono attraverso pagine brillanti che introducono in un mondo affascinante, fatto di glorie e di miserie, nel quale la famiglia Capponi si muove con disinvoltura. È il ritratto di un’epoca che fa da cornica alla vicenda della nostra protagonista. È più di una cornice, è la realtà che ha forgiato il suo carattere, le scelte, la sua stessa santità. Dai salotti brillanti e dalle corti imperiali di Firenze e di Vienna, si passa alle povertà croniche, al degrado morale, alla mendicità impensabili in una Toscana di appena ieri. Non soltanto i primi capitoli, ma tutto il libro tiene conto accuratamente dell’ambiente di vita di Maddalena Capponi. Ed è essenziale perché ogni carisma per esprimersi ha bisogno di una storia e di una geografia, se ne fa interprete e ad è capace di offrire proposte di vita nuova.

Particolarmente vivace – perché rilevatrice del carattere di questa donna – la descrizione dell’occupazione del palazzo Cappone da parte degli ufficiali e soldati napoleonici, rozzi, vandalici, ladri. Bastonano il cuoco, fanno violenza ai domestici, sciupano i mobili, ordinano e non pagano, rompono i cristalli, stracciano le tende e le coperte, rubarono candelieri, la raccolta di armi antiche e ogni sorta di beni, impongono il prestito forzato e la contribuzione di guerra. Maddalena, giovane donna, sola perché il marito è in esilio a Vienna, mostra la sua forza d’animo. Accogli i soldati con generosità e gentilezza, signorilità; silenziosa, fa preparare i letti perché tutti dormano comodamente… “Ci sono stati 20 giorni - scrive al marito - e vi giuro che avevano ridotto la casa che pareva quella del diavolo, sempre grida, bestemmie, urli che nessuno ne poteva più”. Nonostante tutto, essa non ha perduto il sorriso e il suo humour. Hanno razziato i cavalli? Nessun problema: “Ho fatto ripulire bene la stalla - scrive sempre al marito lontano - e penso di andarci a pranzo una mattina”. Affronta con lo stesso coraggio e determinazione le rivolte contadine del ”Viva Maria”. Con serenità e fede afferma: “Siamo alla crisi: Dio è misericordioso”.

Le testimonianza dell’epoca la ritraggono “amabile compagna” del marito Pier Roberto, sempre vicina nella buona e nella cattiva sorte, capace di rendere il suo matrimonio un ambito di comunione e di fede, “una reale e reciproca felicità”. Quando la giovane sposa del figlio Gino (sì, proprio Gino Capponi, quello di “Voi sonerete le vostre trombe, noi soneremo le nostre campane!”) muore di parto, fa da mamma alle sue due figlioline. 

Lo studio, naturalmente, si incentra sulla protagonista, ricostruendo l’ambiente familiare di Maddalena, delineandone il carattere e seguendola nel suo percorso, che si muove tra la famiglia, le opere di carità, la fondazione. Colpisce l’armonia con la quale sa mantenere unite queste componenti della sua vita, senza trascurarne alcuna. Dimostra un cuore grande, capace di contenere marito, figli, nipoti, giovani donne violate e abbandonate, amiche che condividono la sua opera di servizio.

Nel 1806 – Maddalena ha 35 anni – la frequentazione del gruppo delle Amicizie cristiane, le aveva aperto un mondo di dolore immaginabile, che diventerà il luogo dove donarsi interamente. (Lo studio di Sr. Daniela Merlo ha anche il merito di aver ricostruito l’affascinante esperienza di questa importante associazione, le Amicizie cristiane). L’inizio – c’è sempre un inizio semplice all’origine di ogni carisma – è il servizio di volontariato alla donne malate nell’Ospedale Bonifazio, detto degli Incurabili, in via San Gallo. Tante altre Amiche di quella associazione andavano a prestare lo stesso servizio, ma Maddalena si muove in risposta a un’ispirazione, a un’attrazione che coinvolge gradatamente tutta la sua vita e farà nascere le Suore Passioniste di San Paolo della Croce. È l’inizio di un carisma... Nascono le “Ancille della Passione del nostro Signor Gesù Cristo e di Maria SS. Addolorata per il Ritiro sotto il titolo di Santa Maria Maddalena”. 

Negli ultimi anni, libera da impegni e doveri familiari, può dedicarsi a tempo pieno alla sua opera di carità, alle sue giovani “convertite”. La gran parte del libro dedicata alla vita di Maddalena in famiglia, aiuta a capire la vicinanza, l’approccio umano fermo e dolce, la capacità di empatia, la fine pedagogia, le attenzioni materne verso tante donne sole e abbandonate, che forse non avevano mai conosciuto il tepore e il calore di una vera madre.

Autentico esempio per ogni sposa, ogni mamma, ogni persona consacrata che intende vivere con pienezza la propria vocazione nel rapporto con Dio e nel servizio degli altri, in piena donazione.

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