Ho guidato il rosario accanto al
defunto. Attorno un bel gruppo di donne. Soltanto donne, come nella migliore
tradizione. Ai piedi della croce c’erano le donne. Alla tomba c’erano le donne.
Hanno il dono della compassione e della solidarietà.
La vorrei per me una morte così. Quando
l’ho confessato, il mio vicino di casa, ha aperto la mano destra e mi ha
mostrato tutti i doni ricevuti da Dio: una bella carriera, una bella famiglia,
una bella casa… Poi ha aperto la mano sinistra e con una pace profonda mi ha
mostrato che non c’era più niente: “Dio ha dato, Dio ha tolto, sia ringraziato
e benedetto il nome del Signore”. Ho poi raccontato a lungo il vangelo
del Natale. “Mi sono commosso”, mi ha detto.
L’altro ieri sera aveva ormai
perduto conoscenza. C’era attorno tutta la famiglia. Ancora una volta ho
raccontato il vangelo del giorno, il Battesimo di Gesù. Parlando del Padre che
dice: “Questo è il mio figlio…”, sono giunto fino all’ultima parola di Gesù: “Padre,
nelle tue mai consegno il mio spirito”. Ho spiegato come quella fosse la
preghiera che le mamme ebree insegnavano a ripetere ai bambini prima di
addormentarsi. Gesù si addormenta con la preghiera che la mamma gli aveva insegnato. Anch’io mi addormento così. Vorremmo tutti addormentarci così, ho
detto riferendomi alla morte.
A quel momento Gianni ha
mormorato: “Che bello!” e ha aperto gli occhi… è stata una festa generale. Ed è
stata la sua ultima parola: la gioia di poter morire abbandonato nelle mani del Padre con la preghiera di Gesù.

Come sperare di lasciare questo mondo in pace e serenità , nella propria casa, sostenuto dall'amore della famiglia; un distacco tenero e gentile per perdersi nelle braccia della misericordia divina. Questo è un grande regalo!
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