Intercity Verona Bologna. Le fermate delle city sono numerose, anche in city piccole piccole. La carrozza è piena di giovani che stanno andando a Bologna per una camminata in centro e un aperitivo. Giovani belli, che dialogano fitto fitto tra loro. Mi fa una certa impressione, provenendo da un bellissimo incontro con giovani dall'età media di 70 anni.
A metà carrozza, sulla fila opposta a quella dove sono seduto, vedo una ragazza che legge e parla con l'amica vicina, che però non vedo. Quando arriviamo vicino a Bologna mi viene incontro con un grosso quaderno a fogli bianchi. Vedendomi con le cuffiette, mi chiede se ascolto musica. Le rispondo che le uso solo per attutire i rumori, ma non ascolto musica. In effetti sto pregando il rosario, come ben si vede dalla corona a grani grossi di legno che ho tra le mani. "Mi sarebbe piaciuto se avesse potuto scrivesse qualcosa, un pensiero che le suscita l'ascolto della canzone". "Posso scriverti ugualmente qualcosa". "Perché, lei scrive?”. “Sì, le dico, scrivo", e le mostro il mio grande quaderno a fogli bianchi con i miei pensieri e i miei semplicissimi schizzi. Mi chiede di leggerle qualcosa. Quello che ho scritto è solo un commento al Cantico dei Cantici, ma suona bene. Le mostro poi il libro "Il cielo dentro di me. Parole dal silenzio del deserto". Le piace la copertina, che mi ritrae nel deserto del Sahara e prende nota del titolo per acquistalo via internet.
Allora le scrivo due righe, con la mia penna rossa, sul quaderno, che poi darà all'amica: "È affascinante il deserto. È il luogo del silenzio. Puoi ascoltare te stessa, come sei veramente, senza essere condizionata da come ti vedono gli altri. Sei libera. E lascia parlare il cuore: ascoltalo, ha tanto da dirti!".
Intanto sulla collina si vede il santuario di San Luca: siamo già a Bologna. Le mostro allora una foto di 74 anni fa, proprio davanti al santuario. "È sua moglie?" mi chiede indicando mia mamma. "No, io sono il bambino..."
Ma perché è venuta proprio da me, unico vecchio in tutto il treno?



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