domenica 14 giugno 2026

Torniamo in Terra Santa?

Per settembre avevo previsto da tempo un cammino a piedi che mi avrebbe portato da Nazaret a Betlemme… Ma con i tempi che corrono. In compenso mi è capitato tra mano (si fa per dire… più propriamente sullo schermo del computer) una mia pagina di 20 anni fa, esattamente del 29 settembre 2006:

Scorro gli scaffali della biblioteca ad uno ad uno, con calma, alla ricerca di un libro. Non ho preferenze. Cerco soltanto un libro che mi faccia da compagno nel mio giorno di riposo. Un libro a caso. L’occhio cade su “Gesù nella sua terra”, di Vittore Dalla Libera. Mi attirano i libri su Gesù storico, sulla sua terra, sui suoi tempi. Ma sono esigente. Li voglio scritti da specialisti in materia. E Vittore Dalla libera non era né biblista né storico. Era soltanto un giornalista. O meglio, era molto di più, era il direttore di Missioni OMI, dal 1959 al 1992, quando trovò la morte in un incidente stradale.

Deciso! Prendo il libro, più per incontrare padre Vittore e stare un po’ con lui, che non per incontrare Gesù nella sua terra.

Confesso che non avevo letto il libro, pubblicato quindici anni fa, l’ultimo di una lunga serie. Al pregiudizio che l’autore non fosse uno specialista si aggiungeva il fastidio di vedere su ogni numero della rivista – quando egli era direttore – l’immancabile foto che lo ritraeva con uno dei gruppi di pellegrini che regolarmente accompagnava nei viaggi in Terra Santa. Lo scenario della foto era quasi sempre lo stesso: la scalinata fuori della chiesa del Calvario (si presta bene alla foto di gruppo!). Perché mai, in una rivista missionaria come la nostra, sempre la Terra Santa?

Inizio la lettura del libro. Sorpresa! Scrive come scrivo io. Oh!, scusate la presunzione… Forse sono io che scrivo un po’ come lui (magari sapessi scrivere come lui!). Come previsto il libro non è “scientifico”. Su alcune interpretazioni storiche ed esegetiche forse si possono avere opinioni diverse. Eppure rimango affascinato dal genere letterario. Padre Vittore racconta il suo viaggio in Terra Santa, il “suo”, e ci fa vedere con i suoi occhi – occhi di vero bambino evangelico – i luoghi di Gesù, ne racconta la storia come lui la legge nei Vangeli, con l’incanto e la meraviglia di chi si affaccia sul divino. Sa fare rivivere per noi, proprio come rivivono in lui, Maria, Giuseppe, gli Apostoli, Gesù stesso, nella loro semplice e straordinaria quotidianità.

“Un giorno ormai lontano – scrive lui stesso – sono andato a scoprire Gesù nella sua terra; l’ho cercato per monti e per valli, per pianure e deserti, su fiumi e su laghi. Ovunque Egli è passato… L’ho cercato in città e villaggi… E dopo cinque lustri di esperienze ho scoperto una figura di Gesù che ti affascina. È un Gesù semplice, vivo, caloroso, umano, divino, che ti apre le braccia e il cuore e che ti stringe al petto, per lasciarti più. Egli si manifesta veramente l’Alfa e l’Omega della storia umana…”

Era dunque questo il modo con cui accompagnava i pellegrini in Terra Santa! Li introduceva nell’ambiente di Gesù e lì rendeva attuale il Vangelo, le persone, i fatti di allora… Sicuramente i pellegrini, forse senza neppure rendersene conto, si ritrovano dentro il mistero, così come avviene per il lettore del libro.

Riscopro il mio predecessore come un grande missionario. I missionari sono partiti dalla Palestina per portare a tutti la testimonianza di Gesù. Sono giunti perfino a Cuba, come si potrà leggere in questo numero della rivista. Padre Vittore – e oggi altri Oblati che continuano felicemente la sua esperienza – percorreva il cammino inverso e conduceva la gente in Palestina.

Il metodo missionario può essere il più vario. L’importante è che porti all’incontro con Gesù, fosse anche proprio nella sua terra!

Mi piacerebbe continuare il lavoro di p. Vittore…

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