venerdì 7 febbraio 2014

La mia ape aveva ragione


 

Questa sera piove, come al solito in questi giorni. Ma subito dopo pranzo ho fatto due passi a Villa Carpegna. Non un raggio di sole, come ieri, ma una cascata. 
Sui prati le prime margherite, tutte rivolte verso il sole, in obbediente risposta a una silente chiamata: isolate o a ciuffi, fremevano al soffio del vento, contente di mostrare che la primavera fa capolino, come loro tra l’erba. 
La mia ape di ieri diceva la verità. 

giovedì 6 febbraio 2014

Annuncio di primavera




Dopo lunghi giorni
di pioggia battente
un raggio di sole.
Un’ape è venuta a posarsi
sulla mia spalla:
mi ha annunciato l’arrivo
della primavera.

mercoledì 5 febbraio 2014

martedì 4 febbraio 2014

L’amore reciproco di Karl Marx



“Quando il tuo amore non produce amore e attraverso la tua manifestazione di vita di uomo che ama non fa di te un uomo amato, il tuo amore è impotente, è una sventura” (Karl Marx, 1844).

Il compagno Marx, in questo suo famoso aforisma, dimostra di saperne qualcosa sul comandamento dell’amore reciproco dell'ebreo Gesù. 

lunedì 3 febbraio 2014

Sant’Eugenio e la principessa santa

La tomba di Maria Cristina di Savoia

Nel mio ultimo viaggio a Napoli ho visitato la tomba della principessa Maria Cristina di Savoia, nella basilica di Santa Chiara. In questi giorni, il 25 gennaio 2014, in questa chiesa, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione dei Santi l’ha proclamato beata. Nacque a Cagliari da Vittorio Emanuele I e da Maria Teresa d’Austria Este, in esilio, il 14 novembre 1812. Era il periodo napoleonico in cui Stati e sovrani erano rimescolati come foglie al vento. Dopo la sconfitta di Napoleone, Vittorio Emanuele I poté lasciare Cagliari e rientrare a Torino. L’anno seguente, 1815, richiamò dalla Sardegna anche la moglie e le quattro figlie: Maria Beatrice, Maria Teresa, Marianna e Maria Cristina. A Torino la bambina venne educata dalla mamma, molto pia, e dal cappellano di corte, P. G. Battista Terzi. La giovane principessa dedicava molto tempo alla preghiera e alla sua istruzione religiosa, insieme alla cultura adatta alla sua condizione.
Nel 1825 Maria Cristina fu a Roma per il giubileo: visitò chiese, luoghi sacri e vide più volte papa Leone XII. Vari furono gli episodi di devozione religiosa e di umiltà che crearono intorno a lei un alone quasi leggendario. Dopo sei mesi rientrò a Genova, poi fu di nuovo a Roma a fine anno, e fino a metà del 1826. Fu proprio in quell’anno che Eugenio de Mazenod, a Roma per l’approvazione delle Regole, la vide.
In questi giorni sono tornato nella chiesa di san Silvestro al Quirinale dove sant’Eugenio abitava durante i suoi soggiorni romani, e dove vive la regina e la principessa, come scrive nel diario:
San Silvestro al Quirinale
La Regina di Sardegna e le sue figlie sono venute a sentire le istruzioni nella galleria della nostra chiesa. Queste istruzioni devono ruotare attorno al sacramento della penitenza, per preparare i fedeli alla dignità Pasqua. (Diario, 5 marzo, 1826). In serata, ho frequentato il catechismo nella chiesa della casa dove vivo. La Regina di Sardegna e le sue due figlie, che soggiornano al Palazzo del Quirinale, vengono ad assistervi regolarmente. Questo esercizio, ripetuto in trenta chiese di Roma per otto giorni consecutivi, deve essere molto utili ai fedeli che vi accorrono in folla. La nostra missione oggi ha fatto il suo catechismo sui peccati di scandalo. I Vincenziani fare lo stesso esercizio ogni giorno nelle loro missioni. (Diario, 7 marzo 1826)
Al momento dell’abdicazione di Vittorio Emanuele I, in mancanza di un discendete maschio, il regno era andato al cugino Carlo Alberto. Il giorno successivo alla morte della madre, avvenuta a Genova, giunse perentorio a Maria Cristina l’ordine di trasferirsi immediatamente a Torino. Carlo Alberto temeva, infatti, che ella potesse sottrarsi all’impegno delle nozze, necessarie per consolidare i rapporti con il Regno delle Due Sicilie. Data in sposa a Ferdinando I, re delle Due Sicilie, restò incinta nel 1835. L’erede al trono, il futuro Francesco II, nacque il 16 gennaio 1836. Poco più che ventitreenne, Maria Cristina morì a Napoli il 31 gennaio 1836 per le complicazioni sopravvenute.

domenica 2 febbraio 2014

Con Gesù Bambino in braccio



“Il vecchio portava il bambino,
e il bambino sosteneva il vecchio”.
Così l’antifona al Magnificat della vigilia del 2 febbraio, festa della presentazione di Gesù al tempio.
È bello il vecchio Simeone che prende da Maria il bambino e lo porta tra le sue braccia come un nonno.
È il desiderio di tanti. Alcuni sono stati esauditi, come san Francesco, sant’Antonio di Padova.
Possiamo essere esaudito anche noi. Anzi di più. Ogni giorno, nell’Eucaristia, l’unità è ancora più profonda: noi lo riceviamo, lui ci sostiene.

“I miei occhi hanno visto la tua salvezza:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele”.
Così il versetto dell’Alleluia alla messa di oggi.
Il lettore, di sua spontanea iniziativa, ha aggiunto un ulteriore bellissimo versetto che ci ha fatto tutti sobbalzare di gioia:
“Beati i genitori
che presentano i loro figli al Signore”

sabato 1 febbraio 2014

Apa Pafnunzio in libreria




Sta per giungere in libreria il libro con i detti di apa Pafnunzio.
Nel retro di copertina si legge:

«Il senso è nell’attimo del suo compimento.
Ed è già l’eternità».
Da antiche raccolte di detti e racconti arriva fino a noi,
attraverso i secoli, l’affascinante esperienza della vita di
sette immaginari monaci nel deserto, narrate da uno di
loro. Fuori dal tempo e dallo spazio, le loro vicende, i loro
pensieri, sono vicini ai nostri giorni, e parlano al cuore
degli uomini e delle donne di ogni tempo.