Francesca divenne una brava moglie e a 16 anni
ebbe il primo dei tre figli. L’anno successivo il suocero Andreozzo, essendogli
morta la moglie, le affidò le chiavi delle dispense, dei granai e delle
cantine; lei ne approfittò per aumentare gli aiuti ai poveri. Quando Andreozzo
vide le dispense vuote avrebbe rivoluto le chiavi, ma pochi giorni dopo granai
e botti erano di nuovo prodigiosamente pieni… Francese si prese poi cura
dell’Ospedale del Ss. Salvatore fondato dal suocero, fino a chiedere l’elemosina
all’entrata delle chiese per i suoi poveri, senza vergogna…
In questa casa visse anche le tragedie
familiari: la semiparalisi del marito in seguito a ferite di guerra; lo assistì
per tutta la vita, vivendo con lui in armonia per 40 anni; poi il saccheggio
della casa, la peste che le portò via due figli, Agnese ed Evangelista…
Dopo aver vissuto gli ultimi quattro
anni della vita con le sue Oblate, durante una visita al figlio Battista,
Francesca morì in questa casa, sotto il grande crocifisso che ancora è appeso
in una delle bellissime sale del palazzo.
Nella cappella del palazzo, in onore
di Francesca, si tiene un concerto con musiche sacre medievali. Qui un brano di
Ildegarda di Bingen (1098-1179)
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