lunedì 29 dicembre 2025

Madre di Dio e Madre nostra

Due, tre giorni e siamo già al primo gennaio. Alla soglia del nuovo anno, lo sappiamo, c’è Maria, la festa della Madre di Dio. Natale è Gesù, ma subito alziamo lo sguardo e guardiamo la Madre.

Così mi anticipo e anch’io guardo a lei. Mi aiuta p. Angelo Mitri, un Oblato speciale. In questi giorni, curiosando in Archivio, ho trovato un suo dattiloscritto con il ritiro che tenne agli Oblati italiani forse nel 1983, un anno prima che morisse. L’ultima meditazione parla di Maria. Bella. Solo qualche stralcio.

Gli Oblati sono uomini della Madonna. È una nostra caratteristica… Naturale che sia nostra madre e nostra patrona… Siamo diventati Oblati di Maria Immacolata 5 anni prima che Caterina Labouré annunziasse l’invocazione: “Maria concepita senza peccato”, 28 anni prima della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, 32 anni prima di Lourdes… All’origine della vocazione di molti Oblati c’è il nostro nome… Il nostro meraviglioso spirito di famiglia proviene proprio dalla presenza della Madonna nella vita dell’Oblato: finché c’è la mamma c’è famiglia!

Immacolata: è il titolo che onoriamo… Non è il titolo principale di Maria; il principale è Madre di Dio: gli altri ne sono o la preparazione o la conseguenza, ma sembra il più vicino alla nostra missione: preparare la venuta di Gesù nelle anime e la vittoria finale di Dio…

Teniamocela vicina, teniamocela dentro; come fece Gesù che per averla vicino, l'ha assunta in cielo. La sua è una presenza materna: vivendo con lei le sofferenze e le gioie di cooperatori del Vangelo e di consacrati; approfondendo con lei la nostra intimità con Gesù. La sua è una presenza di dolcissima compagna di viaggio: da cui imparare docilità allo Spirito, dono totale di noi stessi, povertà di cuore, forza fiduciosa, fedeltà sino al sacrificio del Calvario. Facciamola conoscere ed amare… Preghiamola, in particolar modo con la recita del Rosario: una preghiera infantile - dice qualcuno -; è proprio quel che ci vuole per dei figli. E domandiamo spesso al Signore di poter terminare la nostra vita, come il Fondatore: con il nome di Maria sulle labbra.

domenica 28 dicembre 2025

Ninna nanna dal carcere

Luigi Mezzadri. Sì, un grand’uomo! Oggi sono stato a trovarlo nella sua nuova residenza, il Collegio Leoniano. È la prima volta che metto piede in questo immenso imponente complesso, nel quartiere Prati, che ospita tra l’altro studenti di un’università americana.

Nella prima sala un grande quadro di san Vincenzo de Paoli. (Nella stanza di Luigi Mezzadri ne vedrò un altro di un grande autore contemporaneo). Mi chiedo come mai noi Oblati non abbiamo nessun bel quadro del nostro Fondatore… pazienza. Mentre attendo che arrivi p. Luigi leggo due targhe che raccontano di Padre Giuseppe Morosini, un Vincenziano che ha operato per salvare gli Ebrei e uomini della Resistenza dalle retate naziste e per questo fucilato. Sandro Pertini, prigioniero con lui, lo vide uscire da un interrogatorio che aveva – sono parole sue - “volto di Cristo nella flagellazione”. Del plotone di esecuzioni alcuni si rifiutarono di sparargli. Fu ucciso il 3 aprile 1944, poco prima della liberazione di Roma. Sempre sulla targa leggo una ninna nanna che p. Morosini scrisse per il bambino del compagno di cella nato in quei giorni: “C’è un castello di fate / in riva al mare / C’è un castello di re / sopra la terra / C’è una bionda regina / fra le ancelle / C’è una dolce madonna / fra le stelle / Il castello del re è la tua culla / E la bionda regina / è la tua mamma / Che con le fate ripete in coro / la più amorosa e dolce / ninna nanna…”. Quello sta per essere fucilato e scrive una ninna nanna per un bambino!

Ed ecco p. Luigi, già professore di storia della Chiesa alla Gregoriana, scrittore fecondo, ma soprattutto una persona di grande spiritualità, degno figlio di san Vincenzo de Paoli. Anche lui è stato bambino e mi fa vedere le foto di quanto è nato – con i fratellini attorno alla culla, le foto da grandicello, della prima messa… Parliamo delle nostre cose, da vecchi amici… A Natale va proprio bene!

sabato 27 dicembre 2025

Non si stanca mai di noi

 

Un’altra bella mattinata di spiritualità, questa volta con le suore Sacramentine, antiche conoscenze… È così bello immergersi nel Vangelo, proprio in questi giorni quando la Parola si fa carne e viene ad abitare in mezzo a noi.

Continua a venire, non si stanza mai di noi, non si spazientisce, ama sempre per primo e ci dà sempre la possibilità di ricominciare…

venerdì 26 dicembre 2025

100 presepi

 

Anche quest’anno il colonnato di San Pietro accoglie i presepi più diversi ("100 presepi"... ma sono molti di più), da quelli microscopici in una lampadina a quelli a grandezza naturale, da quelli originali come quello costruiti in una radio, a quelli tradizionali. Come sono sono… l’importante è tenere viva la presenza di Gesù Bambino! E infatti… quanta gente!

Aveva ragione Papa Francesco quando nella sua lettera apostolica Admirabile signum scriveva: «Il presepe è come un Vangelo vivo, che trabocca dalle pagine della Sacra Scrittura. Mentre contempliamo la scena del Natale, siamo invitati a metterci spiritualmente in cammino, attratti dall’umiltà di Colui che si è fatto uomo per incontrare ogni uomo. E scopriamo che Egli ci ama a tal punto da unirsi a noi, perché anche noi possiamo unirci a Lui».





giovedì 25 dicembre 2025

Natale: la festa è incontrarTi

“La mia festa è incontrarTi!”. Mai “passaparola” mi è sembrato così bello come questo che ci è arrivato oggi.

Cos’altro è Natale se non la gioia di scoprire che Dio è venuto tra noi e che abbiamo la possibilità di incontrarlo?

In comunità, lo abbiamo scoperto insieme! Ci ha aiutato anche l’ascolto del messaggio del Papa: «Rallegriamoci tutti nel Signore: il nostro Salvatore è nato nel mondo… Il Bambino che è nato dalla Vergine Maria è il Cristo Signore, mandato dal Padre a salvarci dal peccato e dalla morte. Egli è la nostra pace, Colui che ha vinto l’odio e l’inimicizia con l’amore misericordioso di Dio». 




mercoledì 24 dicembre 2025

Natale: facciamogli festa!

 

A casa nostra anche quando siamo pochi siamo tanti. La maggior parte sono partiti per diversi luoghi di ministero, eppure la casa è ancora piena e celebrare Natale è una festa. I polacchi ci hanno fatto iniziare  la cena con la benedizione del pane azzimo, come si fa in ogni casa in Polonia, e con lo scambio reciproco di piccoli pezzetti in segno di augurio. Alla messa di notte ecco spuntare i nostri nuovi vicini di casa, i Fratelli di Saint Jean, e le vicine, le Suore di Nostra Signora, che rendono ancora più solenne la messa già solenne presieduta da p. Roberto. Dopo non può mancare il panettone e la nostra sala comunitaria è piena come in ogni festa…

Gesù Bambino ci guarda da lassù, divertito. Ai bambini le feste piacciono sempre… E poi noi ci ricordiamo che Natale è la sua festa! Chi se ne ricorda più… Sì, facciamogli festa!

martedì 23 dicembre 2025

Auguri di Natale

Ieri Leone XIV ha fatto gli auguri alla Curia romana. In quanto consultore di due Dicasteri, faccio finta di essere anch’io della Curia. In ogni caso prendo per me queste sue parole:

“Il Natale ci ricorda che Gesù è venuto a rivelarci il vero volto di Dio come Padre, perché potessimo diventare tutti suoi figli e quindi fratelli e sorelle tra di noi”.

Sono anche i miei auguri ad ognuno che mi segue.