sabato 28 febbraio 2026

In famiglia con Gesù in mezzo

«Come descriverò la felicità di questo matrimonio che la Chiesa benedice  si domandava Tertulliano, uno scrittore dei primi secoli, in una lettera alla moglie . […] I due sposi sono come fratelli l’uno per l’altro e si servono reciprocamente; nessuna distinzione fra carne e spirito. Anzi sono veramente due in una carne sola e dove la carne è una è uno anche lo spirito. Nessuno ha segreti per l’altro, nessuno evita l’altro, nessuno è per l’altro di peso. […] Contemplando questi focolari, Cristo si rallegra e invia la sua pace; dove sono due, lì c'è anche Lui, e dove c'è Lui non può esserci alcun male».

«Chi sono i due o i tre riuniti in nome di Cristo, in mezzo ai quali sta il Signore? - si chiedeva ancora - Non sono forse l’uomo, la donna e il figlio dal momento che l’uomo e la donna sono uniti da Dio?».

Ho iniziato così oggi le mie conversazioni con le famiglie a via Spinola, ed è sempre bello stare con gli sposati…

Il momento più bello di questa giornata è stato l’incontro con il card. Reina, il vicario del Papa per la diocesi di Roma. Ci ha raccontato la sua esperienza di vita, da ragazzo fino a oggi, con cuore grande, tanta semplicità e profondità. Che grazia avere un pastore così!

venerdì 27 febbraio 2026

Ricordando Marcello Zago

1 marzo 2001. Sono passati 25 anni dalla morte di p. Marcello Zago. Per ricordarlo ecco alcune brevissime note autobiografiche sull'inizio del suo interesse per il dialogo interreligioso che lo porterà fino a diventare Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli e ad organizzare la giornata di preghiera interreligiosa ad Assisi.

Nel dicembre 1959, arrivando a Singapore dopo tre settimane di nave, la mia mente di giovane missionario destinato all’Asia riandò al passato quando, più di quattro secoli prima, sbarcò in queste zone san Francesco Saverio, il patrono delle missioni, che iniziò vie e metodi nuovi nel cuore dell’Asia… Quella sera stessa mi recai al Santuario di Maria posto sulla collina sovrastante la città. E la sorpresa fu enorme quando mi resi conto che tra i numerosi pellegrini c’erano non solo dei cattolici, ma anche i protestanti, degli indù, dei buddhisti e dei musulmani. Tutti andavano da Maria per confidarle una pena, per chiedere una grazia, per dire una preghiera, per trovare un po’ di pace. Questo primo incontro con l’Asia fu per me anche la scoperta che Maria è la Madre dell’umanità intera e non solo la Madre dei cristiani.

Ricordo la mia esperienza di giovane missionario. Si visitavano i villaggi animisti per annunciare la Buona Novella. Arrivando in un villaggio, si incominciava col visitare gli ammalati, dando loro qualche medicina. Solo alla sera, quando tutti erano tornati dai lavori campestri, si parlava loro di religione. Spesso ciò che colpiva non era l’insegnamento, ma l’attenzione e la cura per i sofferenti. La carità semplice e autentica è spesso il segno che rende disponibili alla Parola, anche quando è espressa in forme inadeguate e poco adattate.

Fin dagli inizi, mi ponevo una domanda, che condividevo spesso con i confratelli. Perché la Chiesa è assente dal mondo buddhista? Che cosa si poteva fare per i buddhisti, che costituiscono la maggioranza del paese e che sono portatori della cultura dominante? Come annunciare loro il Vangelo? Ammiravo l’opera dei confratelli tra le minoranze etniche, che rispondevano bene. Ma occorreva fare qualcosa per i lao buddhisti.

Con l’appoggio dei Superiori, cercai di conoscere e accostare il Buddhismo nelle sue varie espressioni. E così fin dal secondo anno dedicai ogni giorno due o tre ore ai contatti con fedeli buddhisti: monaci, devoti regolari e saltuari, gente ordinaria. Prendevo nota di tutto. In cinque anni scrissi circa diecimila schede sul buddhismo vissuto del paese.

Sotto la spinta del Vaticano II, nell’approfondimento della missionologia e, soprattutto, nello studio sistematico del buddhismo in generale e del buddhismo laotiano in particolare, nell’esame della nostra presenza e dei nostri metodi missionari, scoprivo che un altro tipo di missione era necessario in ambiente buddhista. La nostra presenza doveva essere diversa nelle sue modalità e nei suoi obiettivi: bisognava stare con loro per imparare da loro, per incarnarci nella loro cultura e nei loro valori, per essere un lievito nella pasta e far progredire dall’interno. In questa prospettiva, iniziavo il Centro di ricerca e di dialogo con i buddhisti per conto della Conferenza Episcopale di Laos e Cambogia.

giovedì 26 febbraio 2026

Il tempo passa. Ma dove va?


Il tempo passa.

Ma dove va?

Nell’eterno presente.

Tutto resta, ben custodito, 

nel cuore di Dio.

Anch’io che vivo nel tempo

resto con lui.

mercoledì 25 febbraio 2026

Lo Spirito Santo zitto zitto...


 Lezione all’Università Europa di Roma, con davanti un gruppo di Legionari di Cristo e una cinquantina che seguivano on line. Ma la cosa più interessante di questi giorni sono gli esami per il corso dello Studium del dicastero: un’infinità di elaborati da leggere che mi fanno scoprire una moltitudine di piccoli istituti anche locali diffusi capillarmente in tutto il mondo. 

Che bello vedere questo sottobosco che tiene vivo il mondo! Lo Spirito Santo non si fa problemi e zitto zitto lavora...

martedì 24 febbraio 2026

Chi fa nuove tutte le cose?

Riunione dei professori dello Studium del Dicastero per la vita consacrata. Prima del Covid le lezioni si tenevano nell’auditorium Giovanni Paolo II dell’Università Urbaniana. Grazie al Covid le lezioni si tengono on line e gli studenti seguono da tutto il mondo. Sono circa 400, con traduzioni simultanee in inglese e spagnola. Che grande servizio alla vita consacrata. Ogni tanto, in giro per il mondo, trovo studenti che hanno seguito il mio corso…

Sì, continuo a parlare dei carismi, della presenza dello Spirito Santo nella Chiesa di ieri, di oggi e di domani. Dello Spirito che continua a soffiare e a portare avanti la sua Chiesa nonostante le nostre debolezze e incorrispondenze, nonostante le nostre pretese di far nuove tutte le cose: è un Altro che fa nuove tutte le cose, per fortuna.

lunedì 23 febbraio 2026

Gli Oblati, uomini del Papa

In questi giorni, anche sul blog, ho ricordato le parole che sant’Eugenio scrisse al termine della prima udienza avuta con il Papa: «O Leone XII!  (…) sarete considerato sempre da noi un benefattore e il padre della nostra Società». Ma ogni volta che l'ho citato, con (…) ho sempre messo parole importanti: “anche se la mia Regola non venisse approvata”! Per sant'Eugenio il papa è padre a prescindere…

Nella sua vita ha avuto sei papi. Con ognuno c’era qualcosa su cui non era d’accordo: sulla politica, la liturgia, gli studi… Ogni volta che veniva a sapere che il Papa era di un’altra idea, abbandonava subito il suo punto di vista, a volte anche in maniera eroica, perché obbedire al papa a volte gli è costato lacrime… Eppure si è sempre allineato con il suo pensiero.

Ne spiega il perché: «La mia obbedienza a tutto ciò che la Santa Sede prescrive è sempre scaturita da un sincero attaccamento, non meno che da un principio di fede». Ci credeva!

Una volta sul blog avevo scritto: «Oggi si scagliano contro Papa Francesco, inneggiando a Benedetto XVI, ma a suo tempo denigravano Benedetto XVI a favore di Giovanni Paolo II, che hanno denigrato rimpiangendo Pio XII, ma era meglio Pio X, anzi Pio IX, anzi Innocenzo III, o forse Gregorio Magno, anzi Leone Magno, ma alla fine neanche Pietro si salva, anzi, figuriamoci, Pietro, che ha tradito Gesù...».

Sì, il papa è sempre il Papa.

domenica 22 febbraio 2026

Come vincere le tre P


La Quaresima si apre con le tentazioni di Gesù nel deserto. Egli prende su di sé tutte le nostre tentazioni, riassunte in tre parole:

Piacere: ci sono piacere leciti, come mangiare un frutto, ma non quello dell’albero proibito. È la ricerca di una vita facile e comoda, del tornaconto personale, della ricerca di sé, del proprio compiacimento.

Plauso: l’attrazione per la notorietà, la brama di tanti like sui social, di followers, di sentirsi importanti… vorremmo salite sempre più in alto, fin sulla cima del pinnacolo del tempio, per farci vedere da tutti.

Potere: l’ebbrezza del successo, l’arrivismo, schiacciando gli altri…

Il diavolo pensa di trascinare giù Gesù, come fece all’inizio dei tempi. Ma egli è il Verbo del Padre. Si nutre costantemente della sua parola e la vive al punto da essere soltanto Parola di Dio. Colpito, da lui sprizza la Parola di Verità che annienta la Menzogna.

E quando sopraggiunge anche per noi la tentazione e la prova? C’è un modo solo per superarla e vincere: fare come Gesù, vivere il Vangelo al punto da essere come lui soltanto Parola di Dio. Nutrirci anche noi “di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”, di ogni parola detta da Gesù. La Parola (Gesù) vincerà in noi.