giovedì 12 marzo 2026

Il grido

14 marzo. Giornata di spiritualità a Marino. Mi hanno chiesto di parlare della croce. Cosa dirò? Di solito lo so soltanto dopo aver parlato. Partirò comunque dal grido di Gesù in croce, quello che non è calcolato tra le “sette” parole di Gesù in croce. In effetti quel grido non è una parola, ma un grido inarticolato. 

Lo riportano sia Matteo sia Marco. Un grido improvviso, terribile, inatteso, forte: «Gesù di nuo­vo gridò a gran voce ed emise lo spirito» (Mt 27, 50); «Gesù, dan­do un forte grido, spirò» (Mc 15, 37). Un gridare vuo­to, incomprensibile, senza articolare parola, un semplice grido di dolore. Gesù muore in maniera drammatica. Non  con una parola di sa­pienza, ma con un grido, con tutto il fiato che gli rimane, l’ultimo. Poi il grande silenzio, senza risposta. Quest’urlo, più di tutte le altre parole, lascia intuire quanto Gesù può aver vissuto. Ha fatto sua ogni angoscia, ogni disperazione, ogni grido.
Il Verbo, la Parola di Dio, non ha più parola. È il Non Verbo, la Non Parola. Ora il Verbo è tutto e solo Amore, le sue parole non sono più proclamate, sono attuate. Niente più bello di quel grido, parola non detta: la parola dell’amore più grande, la parola della nostra salvezza.

mercoledì 11 marzo 2026

Con tutti

Peggio ancora! Non solo tre Oblati, non solo altri tre religiosi… ci sono anche le religiose in questa Assemblea! (e vi risparmio la foto di cardinale, vescovi e preti…). Il bello è che siamo bene mimetizzati tra tutti, insieme con 300 laici, tutti fratelli e sorelle.

A me sembra l’immagine della Chiesa popolo di Dio e di un autentico cammino sinodale.




martedì 10 marzo 2026

Beccano lo stesso miglio

Che ci fanno sei religiosi all’Assemblea dell’Opera di Maria? Va bene per i tre Oblati, ma un Conventuale, un Cappuccino olandese, un Vocazionista keniota?

C’era un corvo che ogni giorno vedeva arrivare tre canarini, un fringuello, un pappagallo, un passerotto. Si davano appuntamento attorno ad un grande recipiente di miglio. Beccavano a volontà e volavano via. Ogni giorno fedeli all’appuntamento. “Beccano tutti lo stesso meglio - si diceva il corvo - Vedrai che diventeranno miglio”.

Dopo un certo tempo il corvo constatò, con sua grande meraviglia, che più beccavano lo stesso miglio, più i canarini crescevano e si fortificavano rimanendo canarini. Lo stesso per il fringuello, il pappagallo, il passerotto.

Fu così che anche il corvo decise di entrare a far parte del Movimento dei Religiosi.

lunedì 9 marzo 2026

Inzuppati nel vino

Che ci fanno tre Oblati all’Assemblea dell’Opera di Maria? Non hanno già la loro vocazione?

Il pane inzuppato nel vino non perde le sue qualità, resta sempre pane, ma ha un sapore più buono.

Tre Oblati che attingono vita dal Movimento dei Focolari non perdono la loro identità, restano sempre Oblati, ma comprendono in maniera nuova la loro vocazione.

Parimenti, il loro apporto al Movimento non snatura il Movimento, ma lo rende più sé stesso.

PS. Rafael mi scrive: Diceva Cervantes nel “Quixote della Mancha” “Con pane e vino si fa più cammino”.

domenica 8 marzo 2026

Un Dio in ricerca

Nel Vangelo di oggi abbiamo sentito Gesù che dice alla donna samaritana: “Viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano». Poi gli apostoli chiedono a Gesù: «Che cosa cerchi?»

Il testo italiano dice che il Padre “vuole”, ma il greco usa lo stesso verbo per il Padre come per Gesù: ambedue “cercano”. Il Padre e Gesù hanno tutto… eppure sono in ricerca! Dio alla ricerca dell’uomo! Ci cerca come nelle parabole del pastore e della donna di casa che cercano la pecora e la moneta perdute, come un mercante insoddisfatto che cerca la perla preziosa…

Mateusz nella sua omelia ha detto altre cose… La sua era proprio una bella omelia! Allora ho pensato di regalargli un’icona di Gesù con la donna samaritana che ho sul mio tavolo da più di vent’anni, dono del Presidente nazionale delle ACLI…



sabato 7 marzo 2026

L’incoerenza di Dio

“Un uomo aveva due figli…” Basta questo inizio per portarci subito dentro la parabola del figlio perduto e del Padre misericordioso (è il Vangelo che abbiamo ascoltato oggi nella liturgia). Ce n’è un’altra altrettanto famosa, quella della pecora smarrita. Tutte e due ci parlano dell’amore del Padre del cielo.

Ma sono due storie molto diverse.

La prima. Quando la pecora si smarrisce, il pastore parte subito alla sua ricerca e non si dà pace finché non la trova. Quindi se la carica sulle spalle e la riporta a casa.

La seconda. Quando il figlio minore si smarrisce, il padre non si muove, lascia che  egli vada per la sua strada e faccia le sue esperienze: vada come vada…

Mi sembra un po’ contraddittorio questo agire di Dio. O forse sono due volti di Dio. Il volto materno, che si preoccupa per chi si smarrisce, muove il primo passo, ama per primo, e fa di tutto per riportarlo sulla strada giusta. Il volto paterno, che dà corda, lascia libero il figlio di fare le sue scelte, in attesa che metta giudizio, che faccia il primo passo, che sia lui ad amare…

Una mano materna e una mano paterna, quelle di Dio, che ama fino a dare la vita e che vuole essere riamato nella libertà, perché altrimenti non sarebbe amore, ma costrizione.

venerdì 6 marzo 2026

Ancora p. Mario Borzaga

Il 26 aprile celebreremo la 63° Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Per l’occasione sono stati preparati una locandina e un manifesto con una frase pronunciata da papa Leone a Tor Vergata, il 3 agosto 2025: «Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate».

Il manifesto presenta una carrellata di volti, storie di persone nella quale la santità di Dio ha preso spazio e ha trasformato la loro vita. Alcuni sono volti noti, altri meno; di tutti è possibile leggere una biografia attraverso un link che diventa occasione di approfondimento e di confronto.

Sorpresa: tra di loro c’è anche p. Mario Borzaga.