Il 29 ottobre 2009 mi veniva comunicato che nella sessione
plenaria del Consiglio generale di Aprile-Maggio 2009, il Padre Generale in
Consiglio avevano creato l'ufficio di Direttore delle Ricerche e degli Studi
Oblati. Mi si ricordava che «un'intera
generazione di Oblati ha contribuito intensamente a creare un ricco patrimonio
di conoscenze del nostro Fondatore e degli Oblati delle prime origini della
nostra storia ed ha iniziato una nuova serie di scritti su temi legati alla
vita della nostra Congregazione, non solo alla sua storia, ma specialmente al
suo carisma e alla spiritualità oblata, alla sua missione e alla formazione dei
giovani oblati. (…) Una nuova epoca sta arrivando nella Congregazione e ci sarà
bisogno di una nuova generazione di studiosi e di ricercatori per creare nuove
e rinnovate espressioni della Missione oblata in una Chiesa post-Vaticano II,
in dialogo con le nostre origini, il nostro carisma e il nostro Fondatore”. Di
qui l’esigenza di creare un Centro “che coordini le diverse iniziative di
studio e di ricerca che abbiamo oggi nella Congregazione, promuovendo la
collaborazione e l'interscambio nel mondo globalizzato degli Oblati…».
In una successiva sessione plenaria del Consiglio generale (Settembre-Ottobre
2009), «il Padre Generale e il suo Consiglio hanno preso in esame alcuni nomi
di candidati tra i quali sceglierne e nominarne uno come Direttore. La prima
preferenza è stata per il tuo nome. Non è necessario essere esaustivi nel dare
le molteplici ragioni per una tale scelta, l'evidenza ce lo impone: il tuo
amore per S. Eugenio, i tuoi scritti in ambito della Teologia spirituale, della
Teologia della Vita consacrata, della spiritualità di S. Eugenio e del Carisma,
il tuo lavoro sulla Storia della Congregazione, le tue qualifiche accademiche e
la tua attività di insegnamento e di ricerca, il tuo passato come formatore e
la tua ampia esperienza in tema di vita religiosa e di laicato, anche al di là
del mondo oblato. (…) Noi sentiamo che, nel passaggio storico molto delicato
che la nostra Congregazione sta attualmente attraversando, questo servizio
ricopre un ruolo-chiave nel promuovere una riflessione critica sulla vita e
sulla missione per il bene della formazione, prima e continua, per le nuove
sfide che stanno emergendo in Asia e Africa, senza parlare delle difficili
problematiche che ci vengono dal mondo della povertà e della secolarizzazione. Per
questo servizio, abbiamo bisogno di un una persona solida,
"stagionata" e creativa. Sarebbe difficile oggi pensare ad un bisogno
più essenziale e urgente di questo. Per questo, vorremmo domandarti di
riflettere su questa iniziativa del Padre Generale e del suo Consiglio per
discernere se accettare questo nuovo impegno».
Risposi il 6 novembre 2009. Tra l’altro scrivevo: «La prima
reazione (…) è stata di una profonda gioia. Come sai sono tra i fondatori
dell’Associazione di ricerche e studi oblati e sono stato membro del primo
comitato esecutivo. Puoi quindi immaginare quanto anche a me stia a cuore la
nascita di un organismo come quello da voi progettato. Mi sembra una vera
ispirazione, rispondente ad una reale esigenza della Congregazione. (…)
Nello stesso tempo mi sento in dovere di fare presente che mi è stato affidato un importante compito all’interno del Movimento dei focolari dove, da diciotto anni, lavoro nel Centro internazionale del Movimento dei religiosi e nel Centro studi “Scuola Abbà”. Da un anno sono stato nominato Responsabile di questo Centro internazionale dei religiosi, una delle espressioni del Movimento dei focolari. (…)
Credo fermamente nell’unità di vocazione tra il mio essere Oblato e il
mio essere membro del Movimento. La mia adesione alla spiritualità e alla vita
del Movimento dei focolari l’avverto come una “vocazione nella vocazione”.
Mi sento pienamente espresso da quanto scritto nel “Regolamento della branca
dei religiosi”, quando descrive i religiosi aderenti al Movimento come persone
che “hanno accolto la spiritualità dell’unità propria dell’Opera di Maria e si
sentono chiamate a cooperare alla realizzazione del testamento di Gesù «che
tutti siano uno» (cf. Gv 17, 21). In
questa spiritualità sperimentano una particolare luce per vivere con rinnovato
impegno le Regole e le Costituzioni loro proprie, secondo il carisma del
fondatore. Trovano inoltre una possibilità d’apertura ai nuovi orizzonti a cui
lo Spirito Santo chiama oggi tutta
Finalmente nelle Comunicazioni
ufficiali del 19 aprile – 14 Maggio 2010, rivolte a tutta la Congregazione, si leggeva:
«Padre Fabio Ciardi
è stato nominato direttore del nuovo ufficio degli Studi e della Ricerca sugli
Oblati. Fabio è membro della Provincia d'Italia e da molti anni collabora con
il Movimento dei Focolari con sede a Rocca di Papa. Il suo mandato inizierà
ufficialmente il 1° gennaio 2011 ed entrerà a far parte della comunità della casa
generalizia il 1° luglio 2010. L'esperienza e la formazione di Padre Fabio sono
particolarmente adatte a questo nuovo incarico. È stato membro dell'Association
of Oblate Studies and Research fin dai suoi inizi; curatore del Dizionario dei
Valori Oblati; con molte pubblicazioni nell'ambito della spiritualità, della
vita religiosa e della missione; insegna vita religiosa e spiritualità presso l’Istituto
Claretianum di Roma…».
Sono
passati 16 anni. Adesso è tempo di trasmettere il testimone.
Il
passaggio è avvenuto questa sera.
Sta per iniziare una nuova avventura… Comunque mi fregio ormai del bel titolo di "Former Director"!





















