venerdì 10 aprile 2026
Lacrime e stelle a Firenze
giovedì 9 aprile 2026
"Lacrime e stelle" a Firenze e Siena
In attesa di presentare il libro "Lacrime e stelle" a Firenze (10 aprile) e a Siena (11 aprile), ancora un'eco della presentazione a Matera, assieme ad un articolo del periodico della Chiesa Battista.
"È stata esperienza di profonda unità tra noi della comunità, con i focolari, con la comunità di Taranto, con il Pastore e la Chiesa Battista e con te. Tutto ha avuto un sapore diverso anche nella preparazione stessa abbiamo avvertito una grazia speciale. Ci hai riportati all'essenziale dell'Ideale di Chiara. Tanti ci hanno fatto arrivare commenti positivi e ringraziamenti per la presentazione".
mercoledì 8 aprile 2026
Fratel Donato: degno di essere stato scelto per la missione
Anche Fratel Donato è partito per il
cielo. È forse stato – ed è – il Fratello Oblato più amato tra noi. Ultimamente,
ogni volta che ci vedevamo ricordava mia mamma che, come lui, era affetta di
maculopatia…
Una vita spesa per la missione, nel Laos,
in Senegal, in Italia.
Il 7 ottobre 1953, a 23 anni, fece la
sua oblazione perpetua e fu destinato alla comunità di Firenze. Da qui, sei
anni più tardi, il 10 aprile 1959, scrisse al superiore generale per fargli gli
auguri di buon onomastico, ma soprattutto per chiedergli di essere mandato missionario
nel Laos: «Tutti i bambini di questo mondo aspettano la festa del loro papà per
chiedergli un buon regalo: così anch’io approfitto della sua festa per
chiederLe un regalo che da anni desidero avere. Fin dal mio noviziato ho
desiderato di partire per le missioni estere: ultimamente ho parlato anche al
M. R. Padre Drouart. Con la bellissime missione del Laos affidata agli Italiani
ora più che mai vedo la possibilità di partire. Se Lei crede opportuno farmi
questo regalo (pur sapendo che umanamente non è un regalo!) son pronto a
partire».
Il 20 aprile p. Drouart, assistente
generale che seguiva le missioni in Asia e in Africa, scrisse un appunto per il
superiore generale: «Per quanto riguarda la richiesta di fratel Donato nessuno nella
Provincia d'Italia sarebbe più adatto ad essere designato per le missioni, sia
per quanto riguarda il suo equilibrio, il suo giudizio, il suo spirito
religioso che la sua competenza tecnica. Ovviamente temo che si solleverà un
gran polverone nella Provincia, dove lo si considera indispensabile, ma in
fondo potrebbe certamente rendere molti più servizi in Laos che a Firenze, dove
è semplicemente autista della casa. Sarà certamente più facile trovare un altro
autista per Firenze che trovare un Fratello del suo valore per il Laos».
Il “foglio di obbedienza” per il Laos
si fece tuttavia attendere alcuni mesi. Finalmente arrivò, e in giorno
particolare, il 3 ottobre, festa di santa Teresa di Gesù Bambino, patrona delle
missioni. Il foglio firmato dal superiore generale era accompagnato da questa
lettera di p., Drouart:
3 Ottobre 1959
Festa di Sta Teresa del B.G. Patrona delle MISSIONI
Rev. Fratello Donato CIANCIULLO O.M.I. Via di Barbacane 16 Firenze
Carissimo Fratello
Vi sarete forse un po’ meravigliato che la vostra lettera del 10 Aprile scorso
al Rev.no Padre Generale sia rimasta senza risposta! Certo avrete capito che il
Rev.mo Padre Generale, tanto preso da tante occupazioni e specialmente la preparazione
del Capitolo, non poteva rispondere a tutte le lettere ricevuta por il suo
onomastico; però la vostra lettera, cosi filialmente sottomessa e ispirata
dall'ideale missionario, non gli è sfuggita, tanto più che dopo la sua visita
al Laos, a marzo scorso, ha potuto costatare personalmente quanto bisogno di
aiuto avevano i Padri italiani e più particolarmente fr. Pierino tutto solo per
far fronte a tutte le necessità materiali del vasto distretto. Però nello
stesso tempo capisce i bisogni della Provincia italiana, con pochi Fratelli.
Oggi, por la festa di Santa Teresina, patrona delle missioni, ha voluto fare
qualche cosa di speciale per le missioni... ed ha firmato il foglio
d'obbedienza che vi mando accluso».
Quindi lo invita a recarsi a Roma
perché l’11 ottobre il Papa consegna il crocifisso ai nuovi missionari, tra i
quali p. Marcello Zago.
Quindi conclude: «Indovino i vostri
sentimenti nel ricevere questa obbedienza, Tramite il Rev.mo Padre Generale, è
il Signore e la Madonna che vi mandano al Laos. Siete stato giudicato “degno di
essere scelto per questa opera eccellente delle missioni”, come dice l’articolo
47 della Santa Regola; articolo che vi consiglio di meditare. Sono certo che
saprete mostrarvi degno della confidenza che il Signore e la Madonna vi
mostrano con questa obbedienza».
Fratel Donato si è mostrato “degno” di
questa fiducia! Nel Laos prima, poi, a partire dal 1976, nel Senegal, e infine
a Vermicino, e a Santa Maria a Vico, dove è morto tra le braccia della Madonna
Assunta.
martedì 7 aprile 2026
Abbraccio reciproco (naturalmente)
Ieri la liturgia ci presentava le
donne che stringevano Gesù risorto.
Oggi la lettura dell’Ufficio invita
ancora: “Stringendoci al Signore…” (1 Pt 2, 4) e il salmo delle lodi conferma: “A
te si stringe l’anima mia”. Ma la cosa è reciproca: “La forza della tua destra
mi sostiene” (62, 9).
L'abbraccio è sempre reciproco, naturalmente, altrimenti che abbraccio sarebbe...
lunedì 6 aprile 2026
domenica 5 aprile 2026
Una fede corporea
Le donne, appena videro il Risorto, così nel Vangelo di Matteo, d’impeto “abbracciarono i piedi” del Signore (28, 9). Maria Maddalena gli si strinse addosso in maniera così forte che il Signore fu costretto a chiederle “Non mi trattenere” (Gv 20, 17). Le donne non hanno esitazione.
Più esitanti gli uomini. Nel Vangelo
di Luca Gesù deve scuoterli e invitarli: “toccatemi” (24,38), lo stesso nel
Vangelo di Giovanni, quando si rivolge a Tommaso (20, 27). L’annuncio della
buona novella da parte di Giovanni è significativo: “le nostre mani lo hanno
toccato” (1 Gv 1, 1).
La fede nasce dal toccare, oltre che dall’ascoltare e dal vedere, effetto di un Dio che si è fatto “carne”. Mi piace questa fede concreta, corporea, legata al toccare, segno di un apporto concreto che vogliamo avere con Gesù.
sabato 4 aprile 2026
Più di così non si può
Anche quest’anno la notte di Pasqua ci ha raccolti
attorno al fuoco e abbiamo acceso le nostre candele al cero pasquale. Cristo,
Luce del mondo, ci precede e ci accompagna sempre e rischiara anche la notte
più buia.
Cosa ci rimane da dire dopo che nell’Exultet
abbiamo cantato:
“O immensità del tuo amore per noi!
O insuperabile segno di bontà:
per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio!”…













