sabato 15 agosto 2026

L'ultima ascensione

Indimenticabili le mie ascensioni sulle Dolomiti di tanti anni fa: Civetta, Pelmo, Tofane, Marmolada, l'Alta Via numero 2… Quando arrivi sulle cime sei ricompensato da ogni stanchezza. L’orizzonte non ha confini e provi un’ebbrezza unica.


Ieri al funerale del generale Romano Bisignano erano presenti tanti alpini. Chissà quante cime!


La cima più alta? È irraggiungibile: il Cielo! Uno solo ha compiuto quell’ascensione, uno che veniva da quelle cime, Gesù. Nessun altro è stato capace di salire così in alto, neppure Maria. Per quanto santo, nessuno può presumere di salire al Cielo. Gesù è “asceso” al Cielo, è salito da solo; Maria è stata “assunta” in Cielo, da sola non poteva giungere tanto in alto, ce l’ha portata Gesù.

E noi? Potremo salire come Maria, con Maria, per pura grazia, per puro amore di Dio. È lassù che ci aspetta… Intanto è arrivato Romano.

La testimonianza del figlio: 

«Mio padre, Romano, il gen. Bisignano, ha raramente avuto bisogno di alzare la voce, sia come comandante militare che come padre. Ha comandato con la coerenza della sua vita: nel modo di lavorare, di tacere, di reagire, di amare. La sua disciplina non è stata una regola imposta, ma un cammino mostrato; la sua lealtà non è stata una parola, ma una presenza costante.

Con noi figli e stato sempre presente, e con i nipoti ha saputo essere nonno con la stessa fermezza dolce con cui era stato padre. Ci ha insegnato che la vera autorità non grida, ma cammina davanti, e che la luce più vera non acceca, ma orienta. Accanto a lui, la mamma ha condiviso ogni passo, sostenendolo con la forza silenziosa di chi sa cosa significa costruire una famiglia giorno dopo giorno. E mia sorella, Monica, con me, ha camminato su questa stessa strada, ricevendo come me l'eredita più preziosa: l'esempio di un uomo che ha vissuto ciò in cui credeva...».

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