sabato 10 gennaio 2026

Il vero attestato di battesimo

La disobbedienza di Adamo aveva chiuso i cieli. Ora Gesù nel battesimo, con la sua obbedienza – “conviene che adempiamo ogni giustizia” –li apre di nuovo: lo Spirito torna sulla terra e la voce del Padre risuona in mezzo a noi.

Lo Spirito che all’inizio dei tempi si librava sulle acque per ordinare il caos primordiale in cosmo, ora scende nuovamente per dare inizio ad una nuova creazione. Gesù è la nuova creazione: col suo battesimo inizia la storia del mondo nuovo.

Il simbolo della colomba rimanda al racconto del diluvio, quando essa annunciava la pace e la salvezza. Col battesimo di Gesù splende un nuovo arcobaleno a segnare la nuova alleanza messianica, da cui nasce la nuova umanità.

Ed ecco la voce del Padre. Il Vangelo di Matteo, a differenza di Marco e Luca, riporta le parole del Padre in terza persona: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”. Non si rivolge direttamente a Gesù, ma a noi. È l’invito a riconoscerlo come Figlio di Dio, ad accoglierlo, a lasciarlo penetrare nella nostra vita, così che possa annegare nelle acque del battesimo il nostro “uomo vecchio” e farci rinascere a vita nuova, creazione nuova.

Grazie al battesimo di Gesù anche nel nostro battesimo si aprono i cieli, anche su di noi scende lo Spirito e il Padre ci proclama figli suoi.

Oggi è il giorno del battesimo di Gesù e anche del nostro battesimo. Riprendo in mano con gioia la copia dell’atto del mio battesimo, così dettagliato, con l’ora della nascita, i nomi dei genitori, dei nonni, dei padrini… È un attestato veritiero. Ma il vero attestato ce lo dà lo Spirito Santo: «Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: “Abbà! Padre!”. Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio» (Gal 4, 4-7).

È dunque vero che Gesù ci dà il suo Dio e il suo Padre: “Dio mio e Dio vostro, Padre mio e Padre vostro”. Allora anche di me il Padre oggi dice: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”. E posso lasciare che lo Spirito gridi in me: “Abbà”.

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