La disobbedienza di Adamo aveva
chiuso i cieli. Ora Gesù nel battesimo, con la sua obbedienza – “conviene che adempiamo ogni
giustizia” –li apre di nuovo: lo Spirito torna sulla terra e la
voce del Padre risuona in mezzo a noi.
Lo Spirito che all’inizio dei
tempi si librava sulle acque per ordinare il caos primordiale in cosmo, ora
scende nuovamente per dare inizio ad una nuova creazione. Gesù è la nuova
creazione: col suo battesimo inizia la storia del mondo nuovo.
Il simbolo della colomba rimanda al
racconto del diluvio, quando essa annunciava la pace e la salvezza. Col battesimo
di Gesù splende un nuovo arcobaleno a segnare la nuova alleanza messianica, da
cui nasce la nuova umanità.
Ed ecco la voce del Padre. Il
Vangelo di Matteo, a differenza di Marco e Luca, riporta le parole del Padre in
terza persona: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”.
Non si rivolge direttamente a Gesù, ma a noi. È l’invito a riconoscerlo
come Figlio di Dio, ad accoglierlo, a lasciarlo penetrare nella nostra vita, così
che possa annegare nelle acque del battesimo il nostro “uomo vecchio” e farci rinascere
a vita nuova, creazione nuova.
Grazie al battesimo di Gesù anche
nel nostro battesimo si aprono i cieli, anche su di noi scende lo Spirito e il
Padre ci proclama figli suoi.
Oggi è il giorno del battesimo di
Gesù e anche del nostro battesimo. Riprendo in mano con gioia la copia dell’atto
del mio battesimo, così dettagliato, con l’ora della nascita, i nomi dei
genitori, dei nonni, dei padrini… È un attestato veritiero. Ma il vero
attestato ce lo dà lo Spirito Santo: «Dio mandò il suo Figlio, nato da donna,
nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché
ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio
mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: “Abbà! Padre!”.
Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia
di Dio» (Gal 4, 4-7).
È dunque vero che Gesù ci dà il suo
Dio e il suo Padre: “Dio mio e Dio vostro, Padre mio e Padre vostro”. Allora
anche di me il Padre oggi dice: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il
mio compiacimento”. E posso lasciare che lo Spirito gridi in me: “Abbà”.

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